Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: FINISH HIM…e pure sto film se leva dalle palle.
TRAMA: Dopo cinque anni d’attesa arriva finalmente Mortal Kombat II. Il torneo. Le Fatality. Shao Kahn. Kitana. Scorpion. Sub-Zero. Baraka. Johnny Cage. Praticamente manca solo mi zio Armando. E all’inizio funziona pure. Perché vedere tutti questi personaggi insieme è una goduria per chiunque abbia passato l’adolescenza a consumare joystick e a litigare con l’amico che prendeva sempre Scorpion (cci sua).
Poi però finisce l’effetto nostalgia. E lì iniziano i problemi. Perché Mortal Kombat II è uno di quei film che confonde la quantità con la sostanza. Ogni dieci minuti entra un personaggio nuovo. Fa una battuta. Tira quattro pizze. Magari fa pure una Fatality. E poi sparisce, lasciando spazio al successivo.
A un certo punto sembra di stare nella schermata della selezione dei personaggi. Solo che invece de scegliere chi usare, li usano tutti. La vera sorpresa è Johnny Cage. Karl Urban entra in scena con quella faccia da attore fallito convinto ancora de esse una superstar e praticamente si mangia il film. È tamarro, arrogante, autoironico e soprattutto sembra l’unico ad aver capito che Mortal Kombat non deve prendersi troppo sul serio.
Ogni volta che compare succede qualcosa. Ogni volta che esce…il film torna a sedersi. Le scene d’azione sono fatte bene, le Fatality finalmente sono quelle che volevamo vedere e il sangue scorre come se gli effetti speciali fossero stati pagati a litri. Eppure manca sempre qualcosa.

Giuro che lui non l’ho mai preso!
Manca il peso. Manca quel combattimento che fra dieci anni riguarderai su YouTube. Manca quella scena che esci dal cinema e dici: “Ao, quella è storia.” Qui invece finisce uno scontro e cinque minuti dopo già te lo sei dimenticato. Perfino Shao Kahn, che dovrebbe essere una presenza devastante, sembra uno che è venuto alla festa ma se ne vuole andà prima del dolce. Il paradosso è proprio questo. Il film non è brutto. Anzi. È probabilmente migliore del precedente sotto quasi tutti gli aspetti. Ha più ritmo. Più personaggi. Più botte. Più Fatality. Più fan service.
Ma alla fine è come un gigantesco piatto de patatine fritte. Le mangi tutte con entusiasmo. Poi dopo un’ora non te ricordi nemmeno quante erano.
TITOLI DI CODA: Mortal Kombat II è un film costruito esattamente per i fan. Gli dà tutto quello che chiedono. I personaggi ci stanno. Le mosse iconiche pure. Il torneo finalmente arriva. Johnny Cage è probabilmente la cosa migliore successa a questa saga. Eppure, mentre scorrono i titoli di coda, hai una strana sensazione. Quella di aver visto un film pieno di tutto…ma senza un cazzo che rimanga addosso.
EXTRA: L’unica vera Fatality l’ha fatta il tempo. Dopo una settimana ricordavo ancora tutte le combo di Mortal Kombat Trilogy su PlayStation. Del film, invece, già me ne ero scordato mezzo.
Mklane
























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