Nome: Ispettore Stephan Derrick
Segni Particolari: Bellissimo
Attività: Ispettore (c’è scritto già nel nome)
Periodo di attività: Medioevo
Un travaglio durato 25 stagioni come quello che subì sua madre, la povera Babette Braun: 25 anni trascorsi in sala parto. Al che orfano di madre (e ti credo) e lasciato allo stato brado dal padre, un notissimo pastore tedesco che non diceva messa ma dotato di un bellissimo pelo, viene adottato da una nota famiglia aristocratica della Baviera.
Bullizzato sin dalla tenera età poiché, oltre ad essere campione di Cluedo nonostante giocasse sempre da solo, veniva chiamato affettuosamente “Benjamin Button” per via del suo aspetto poco giovanile e perché puzzava sempre di naftalina. “Un ciorno questa cente avrà bizogno di me” gridava il vecchio, pardon il giovine. Urla di dolore che vennero recepite subito da un ragazzo affetto da problemi simili ma diversi: era nato con dei baffetti strani e i genitori l’avevano chiamato Adolfo.
Passavano le giornate a cantare “C’era un ragazzo che come me amava i Crauti e la Wasteiner” di Gianni Morandi, fino a quando il baffo non cominciò a parlare delle sue strane idee: “Un ciorno andrò in cuerra e al mio fianco ti foglio capitano delle mie guardie svizzere personali” ma al giovane vecchio non bastava il grado di capitano poiché interessato a quello di ispettore Capò…purtroppo le strade dei due si separarono e sulla loro amicizia misero una svastica sopra.
Passarono solo 74 anni e incredibile ma vero, Stephan Derrick ne dimostrava giusti giusti 74 anni in più. A forza di giocare a Cluedo divenne uno dei più abili investigatori della Baviera, nonché l’ispettore Capò della polizia criminale di Monaco di Baviera.
Nelle sue indagini si faceva accompagnare dal suo fido pastore tedesco Harry Klein, noto anche per essere il Nino D’Angelo tetesco, l’unico che capiva subito il colpevole ma doveva stare zitto fino alla fine della puntata perché il telefilm si chiamava “L’Ispettore Derrick”. Con il suo tupé grigio, il trench grigio e l’espressione grigia tipo stoccafisso divenne in pochi anni il terrore di tutti i criminali. Quando si aggirava per la città tutto diventava soporifero e nel sentirlo parlare i malfattori si consegnavano nelle mani della giustizia, le Sue, levigatissime che sembravano di cera…pareva morto!
All’inizio di ogni puntata i casi sottoposti all’Ispettore sembravano sempre complessissimi, frutto di una mente malata (quella degli sceneggiatori) ma alla fine i colpevoli erano sempre o italiani o imbecilli che andavano direttamente dalla polizia confessando anche crimini di puntate precedenti o un industriale che per noia ammazzava la solita prostituta sciagurata.
Purtroppo tra omicidi e casi da risolvere l’Ispettore non aveva tempo per le donne Bavaresi poiché fedele all’unica e sola Giustizia (di cui aveva un santino che baciava ogni notte prima di recitare una preghiera diffamatoria ai danni di quel cane dell’ispettore Rex).
Mklane
La prima regola di Cineastio è seguirci su Instagram e Facebook























Lascia un commento