
Nel 1994 arrivava nelle sale The Mask – Da zero a mito, pellicola diretta da Chuck Russell liberamente tratta dal fumetto omonimo del 1989 di John Arcudi e Doug Mahnke e che ha cementato la reputazione di Jim Carrey come attore in quel decennio e segnato il debutto assoluto cinematografico di Cameron Diaz.
Il film ha incassato più di 350 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando il secondo film di supereroi con il maggior incasso di quel momento, dietro soltanto al Batman di Tim Burton. Eppure la sua realizzazione è costata “solamente” 18 milioni di dollari, poiché vennero utilizzati un’enormità di effetti speciali in meno rispetto a quelli preventivati, grazie esclusivamente all’elasticità fisica e facciale di Carrey. I dentoni indossati dalla “sfumeggiante” Maschera, ad esempio, avrebbe dovuto indossarli solo nelle scene senza dialoghi, ma Carrey imparò a parlare anche con quelli e, alla fine, li indossò durante tutte le scene del film.
Nonostante ciò l’attore canadese, per potersi trasformare dal timido ed impacciato bancario Stanley Ipkiss in The Mask, si sottoponeva a circa quattro ore di trucco ogni mattina.
Nonostante il successo del suo precedente lavoro Ace Ventura – L’acchiappanimali, per questa pellicola Carrey venne pagato “appena” 450.000 dollari, ma grazie ad essa lo stesso anno fu ingaggiato per Scemo & più scemo, vedendo lievitare il suo cachet fino a 7 milioni di dollari. Tutti e tre i film uscirono nel 1994…un anno d’oro per lui.
Successivamente Carrey rifiutò categoricamente di tornare in un sequel, deluso dall’offerta di 10 milioni da parte della New Line Cinema. A quel punto venne realizzato The Mask 2 – Son of the Mask con Jamie Kennedy…talmente brutto da essere candidato ai Razzie Awards con sette nominations.
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