
Una commedia originale travestita da Heist Movie, con un buon ritmo, una storia piuttosto lineare e spigliata, una regia trascinante ed un montaggio incalzante.
Sono questi gli ingredienti che fanno de Il profumo dell’oro una piacevole sorpresa nel panorama dei film in streaming, anche se dietro le nuance da “colpo grosso” la pellicola dell’esordiente Jérémie Rozan, più che un film sulla “sottrazione” è da definirsi maggiormente incline alla “condivisione”.
Il protagonista Daniel Sauveur, interpretato da Raphaël Quenard, veste i panni dell’ennesimo Robin Hood dei giorni nostri, rubando ai ricchi per dare sia a sé stesso che agli sventurati nullatenenti come lui abitanti di Chartes come lui, la speranza di una nuova vita. Il piccolo centro di provincia nei pressi di Parigi è “governato” dallo strapotere economico della famiglia Breuil, proprietaria di un importante gruppo profumiero per cui, volenti o nolenti, si finisce tutti a lavorare. Ma ecco che a Daniel salta in mente l’idea per poter guadagnare una montagna di soldi, abbattere per sempre la potenza dei Breuil e permettere a lui e alla sua sgangherata banda di trasformare quella speranza in qualcosa di sostanziale.
Ma sebbene le parole abbiano un importantissimo peso e malgrado quelle parole siano proprio del sottoscritto, non lasciatevi fuorviare troppo da quanto scritto pocanzi. Perché se la “condivisione”, nel bene e nel male, è po’ il collante che lega tutto il film, la seconda parte della pellicola è costellata da un susseguirsi di colpi di scena che, non sarà certo ai livelli de I soliti sospetti, ma è parecchio apprezzabile.
Rozan firma un debutto brillante, la sua macchina da presa si muove fluidamente nello spazio filmico, evocando, ma senza scimmiottare, film ormai consacrati dalla storia, come Quei bravi ragazzi. Il paragone può sembrare azzardato e forse lo è davvero, ma Il profumo dell’oro regala un’ora e mezza di visione spensierata e mai banale.
Attraverso una regia Pop ed un montaggio frenetico, il regista francese rende il tutto molto dinamico e piacevole ritmicamente, con il protagonista Quenard che si dimostra un buon direttore d’orchestra di una commedia che si fa, via via, sempre più corale. Una sorta di miscuglio genetico tra il divertente L’esplosivo piano di Bazil di Jean-Pierre Jeunet e l’iconico Snatch di Guy Ritchie, che conferisce a Il profumo dell’oro e al suo involucro notevoli energia e vitalità, evidente eredità stilistica del trascorso di Rozan nel campo degli spot e dei videoclip.
C’è spazio poi per una interessante ed umoristica disanima sul Capitalismo e sulla lotta di classe, dove dominano il riscatto sociale ed il desiderio di realizzazione, lasciando però (intelligentemente) da parte qualsivoglia complicazione ideologica. Questo perché Il profumo dell’oro è una commedia a “Zero Pretese”. La pellicola d’esordio di Rozan si rivela capace, forse anche in maniera involontaria, di riuscire dove molte altre commedie europee hanno fallito: realizzare un’opera di breve durata (solo 95’) che riesca a far divertire il pubblico…un’impresa che sembra oramai di complicatissimo compimento. Opere divertenti e che non annoiano mai, che legano lo spettatore alla poltrona e che non presentano doppi fondi filosofici e nessuna riserva esistenziale. Il loro obiettivo è solo quello di divertire, dall’inizio alla fine e riuscire a distrarre. A non far pensare.
Il profumo dell’oro è all’apparenza un classico film di genere d’oltralpe, svagato e spiritoso, che offre il giusto livello di intrattenimento intelligente e stimolante, ma che capovolge però la sua storia in funzione di un racconto che, ben presto, ribalta motivazioni, alleanze ed insofferenze di tutti i suoi protagonisti. La sceneggiatura, dello stesso Rozan, mescola sia buoni e cattivi che giusto e sbagliato, per finire come mai ci saremmo aspettati e scrollandosi di dosso ogni qualifica generica, lasciando comunque prevalere registro comico e tono scanzonato, in un’atmosfera solare e serena.
Ciliegina sulla torta finale: a differenza di Cash, il titolo originale e di altri titoli attualmente in circolazione, tipo Gold Brick, una volta su un milione e per merito di chissà quale allineamento astrale, quello pensato dalla responsabile marketing di Netflix Italia è forse quello più funzionale di tutti, un riuscito gioco di parole che riassume alla perfezione quale sia l’oggetto del contendere, ossia quello dei profumi di lusso.
Date una medaglia a quella donna.
Alessandrocon2esse
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