
TITOLI DI TESTA: il Sith mancato che salvó l’impero
TRAMA: ci sono film che partono in maniera pomposa, con la musica che pare l’inno nazionale della bontà, i tramonti dorati, i bambini che sorridono come santini e tu capisci subito che stai per entrà in un universo dove nessuno scoreggia, nessuno bestemmia e sorridono tutti.
Il piccolo Lord è uno di quelli: ti promette la favola definitiva…e invece te rifila Anakin Skywalker di Roma Sud spedito a vivere ai Parioli inglesi.
Purtroppo io non riesco più a vederlo come Frances Hodgson Burnett che l’ha scritto l’altro ieri: per me lui è Anakin, ragazzetto de Roma Sud che cresce tra i palazzoni, le vecchie che urlano dai balconi e i motorini senza marmitta. Un giorno, per qualche magia cosmica degna di George Lucas sotto acido, scopre che è l’erede di un lord inglese e viene teletrasportato nei Parioli dell’Impero Britannico, tra castelli, tè delle cinque e gente che parla come se stesse a fà er provino per Downton Abbey.
Lì incontra Obi-Wan Kenobi incattivito, cioè Sir John Arthur: vecchio, burbero, incazzato col mondo, che invece de insegnargli la Forza vuole insegnargli l’arte suprema del rancore.
Lui vorrebbe farlo diventare un Sith co i contro cazzi, un lord oscuro tutto vestito de nero, un principe del male, uno che comanda tutti a suon de bastonate emotive.
E invece Anakin…niente. Anakin è troppo bono. Troppo puro. Troppo biondo.
La trama è tutta così: il vecchio lord è il Lato Oscuro, il castello è la Morte Nera, e il bambino gira per le stanze come un piccolo Jedi con le guance rosse, a distribuì sorrisi, gentilezza e “bella regà”.
Ogni personaggio che incontra cambia: i servi diventano buoni, i parenti diventano meno stronzi, perfino le tende sembrano più felici. Ogni volta che apre bocca piagne pure la musica. È come se la bontà di Anakin fosse più potente di mille spade laser.
E tu stai lì a sperà che a un certo punto Obi-Wan tiri fuori la spada luminosa e dica:
“È ora di scegliere, Anakin.”
Invece niente: solo tè, biscotti e redenzione morale.
TITOLI DI COSA: un film lento come C-3PO, zuccheroso come una pasticceria sotto Natale, e pieno di buoni sentimenti che ti vengono addosso come una coperta bagnata in faccia. Così te ritrovi a vedè un bambino che sconfigge il male con la gentilezza, manco fosse l’arma segreta dell’Alleanza Ribelle. Alla fine, Anakin non diventa Darth Vader: diventa Il Piccolo Lord, e salva tutti non con la Forza…ma con la bontà, praticamente, fantascienza pura.
EXTRA: io i lord nun l’ho mai conosciuti, me ricordo solo uno che lo chiamavano Er Principe e giocava co la Roma.
Mklane























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