
Per il film E.T. L’ Extra Terrestre, il regista Steven Spielberg aveva pensato di dare al suo “alieno” un aspetto per nulla gradevole. Il suo obiettivo era quello di non farlo risultare adorabile a prima vista, ma di portarlo ad arrivare al cuore dello spettatore attraverso la storia di amicizia con Elliott (Henry Thomas).
Per raggiungere questo risultato, disse alla sua sceneggiatrice Melissa Mathinson di rendere E.T. “Brutto, ma non spaventoso…come una tartaruga senza guscio”.
Per sua la realizzazione l’ incarico fu affidato al burattinaio italiano Carlo Rambaldi, con il quale aveva già collaborato per il film Incontri ravvicinati del terzo tipo, il quale decise da subito che l ‘alieno avrebbe dovuto avere contemporaneamente un aspetto vecchio ed infantile, oltre ovviamente alle direttive già citate del regista Spielberg.
Rambaldi che da sempre aveva immaginato gli alieni come esseri altissimi e terrificanti (vedi Alien) plasmò, stavolta, il corpo della sua nuova creatura con fattezze buffissime…alto circa un metro, mani e piedi enormi e un collo lunghissimo retrattile, ma quello che pochi sanno è che per realizzare quello che sarebbe stato il volto finale di E.T. il burattinaio italiano utilizzò un Mash-up tutto particolare fra i volti di Ernest Hemingway, Albert Einstein e Carl Sandburg e come (geniale) tocco finale…il muso di un Carlino. Si…proprio uno di quei buffissimi e rumorosissimi cagnolini da compagnia.
Adesso, alla luce di questo ultimo particolare, esiste davvero ancora qualcuno che pensa che l’ Oscar per i “Migliori Effetti Speciali” non se lo sia meritato?























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