
TITOLI DI TESTA: al mio segnale scatenate il nulla…
TRAMA: ci stanno film che non dovresti toccà. Film sacri. Monumenti. Tipo Il Gladiatore. E invece Ridley Scott, che ormai evidentemente vive in uno stato mentale tutto suo, ha pensato bene:
“Facciamone un altro… venticinque anni dopo.” E così nasce Il Gladiatore II, che più che un sequel sembra una cartolina sbiadita della Roma che fu.
La trama parte pure seria: il protagonista vive tranquillo nel suo paesello africano, coltiva, ama la moje tatuata, guarda il mare… praticamente fa er mini-Massimo senza personalità. Poi arrivano i romani, devastano tutto, ammazzano gente, fanno casino, la moje more e lui viene catturato mentre sta a piagne. E da lì parte il viaggio spirituale più assurdo della storia:
dal dramma storico…al porto de Ostia.
Sì, perché dopo la tragedia il nostro eroe se ritrova catapultato tra schiavi, mercanti, urla e navi come uno che ha sbagliato fermata del treno. Poi lo portano a Roma dove, ovviamente, diventa gladiatore perché il film si chiama così. Ma non nel Colosseo epico del primo film, no. Qui Ridley decide de trasformà tutto nell’ Aquafan Riccione versione Impero Romano.
Er Colosseo co le scimmie del circo Togni per poi riempisse d’acqua. Le barche. I bagnini e gli squali. GLI SQUALI.
A un certo punto te aspetti pure Fiorello che entra urlando “via col Summer Tour”.
Nel primo film combattevano per l’onore, per la libertà, per la dignità umana. Qui sembra de guardà Giochi Senza Frontiere co’ i sandali.
E poi gli imperatori. Due esaltati vestiti tipo Joker dopo una serata andata male a Trastevere. Urlano, ridono, fanno facce strane… più che governare Roma sembrano due che hanno perso una scommessa pesante.
Del primo film non è rimasto niente. Niente della tragedia di Massimo. Niente della malinconia. Niente della grandezza epica.
Massimo Decimo Meridio aleggia sul film come un fantasma che probabilmente, vedendo gli squali nel Colosseo, avrebbe guardato verso il cielo dicendo:
“Marco Aurelio… ma che cazzo è successo?”
Il protagonista prova pure a esse intenso, ma c’ha meno carisma de uno che aspetta il 64 barrato alla fermata. Protagonista che pe provà a daje carisma se inventano che è il figlio di Massimo Decimo ma nun ce la fa…perché ogni volta che sto film tenta de essere profondo, parte qualche scena talmente assurda che te rimette subito coi piedi per terra. Frasi che dovrebbero gasare la gente e invece hanno la forza di un calcio nei coglioni.
Ridley Scott gira tutto con la sicurezza de uno che pensa ancora de avè fatto Blade Runner ieri (perché qualcosa di buono c’è nei primi minuti, ma poi s’addormenta e gira tutto con pilota automatico). Tant’è che qui sembra più uno zio ricco che continua a raccontatte la stessa storia peggiorandola sempre di più fino a una fine che te fa tira un vaffanculo epico.
TITOLI DI COSA: Il Gladiatore II è la versione discount del primo film. Più grosso, più rumoroso, più digitale… ma completamente senz’anima. E forse la cosa più triste è questa: non è brutto perché cambia. È brutto perché non capisce minimamente perché il primo fosse diventato immortale.
EXTRA: pollice in giù su tutta la linea.
Mklane























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