
TITOLI DI TESTA: contro tutto e tutti
TRAMA: ci sono storie che non parlano di vittorie, ma di sopravvivenza e Golia, nella sua prima stagione, è una di quelle. Non racconta l’epopea dell’eroe che trionfa, ma quella di un uomo che è già caduto, che ha perso tutto, e che prova a rimettersi in piedi senza essere sicuro di meritarselo.
Billy McBride, interpretato da Billy Bob Thornton, è un avvocato brillante ridotto a relitto umano: alcolizzato, solo, divorziato, con una carriera che un tempo contava e che ora non conta più niente. Vive in un motel, beve troppo, dorme poco e si porta addosso il peso di un errore enorme, uno di quelli che ti segna per sempre. E Thornton con quella faccia scavata, lo sguardo stanco, sembra uno che ha già visto come va a finire la vita e non gli è piaciuto il finale.
La trama prende avvio da un caso apparentemente semplice: una morte sospetta, una famiglia che chiede giustizia, e una corporation gigantesca pronta a insabbiare tutto. Davide contro Golia, appunto. Ma la serie è intelligente abbastanza da non ridurre tutto a una battaglia legale: il processo è solo il campo di gioco, mentre il vero scontro è interiore. McBride combatte contro il sistema, sì, ma soprattutto contro se stesso, contro il senso di colpa e contro l’idea di essere ormai finito.
In questo scontro entra in scena Donald Cooperman, il personaggio interpretato da William Hurt, ed è qui che la serie alza davvero il livello. Cooperman è il nemico perfetto: potente, intoccabile, eppure fisicamente fragile, con la pelle malata e il corpo che cade a pezzi. Hurt lo interpreta come una presenza quasi spettrale, un uomo che sembra già mezzo morto ma che continua a tirare i fili del mondo con lucidità spaventosa. Non alza mai la voce, non perde mai il controllo: è il simbolo di un potere che non ha bisogno di mostrarsi forte per esserlo. Il confronto tra lui e McBride è uno dei cuori veri della stagione: due uomini distrutti in modi opposti, uno che ha perso tutto e uno che ha tutto ma non è più umano.
Intorno a loro ruotano personaggi solidi, mai sopra le righe: Patty, l’ex moglie e avvocata potentissima; Brittany Gold, escort e alleata inattesa; e tutto quel mondo legale fatto di studi enormi, sorrisi finti e decisioni che distruggono vite senza sporcarsi le mani.
Golia non urla mai. Non cerca il colpo di scena continuo. Preferisce logorarti piano, farti sentire il peso della sconfitta e poi, forse, regalarti una forma di riscatto che non è mai totale, mai pulita.
È una serie che parla di giustizia imperfetta, di uomini rotti e di dignità ritrovata a fatica.
TITOLI DI TESTA: giuro che ci sono arrivato per puro caso nella prima stagione e sono contento di aver sentito il suo cuore pulsante nel duello silenzioso tra Billy Bob Thornton e William Hurt, due facce della stessa rovina. Non è una serie che ti cambia la vita. Ma è una di quelle che, quando finisce un episodio, ti fa restare un attimo in silenzio…e oggi, non è poco.
EXTRA: Billy è Billy.
Mklane
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