
TITOLI DI TESTA: Pitt Stop
TRAMA: se c’è una roba che nun me piace, quella è la Formula 1. Me sò sempre rotto le palle a vedè ste macchine che giravano all’impazzata sempre sullo stesso circuito. Poi vabbè, ogni tanto qualche incidente, quelli che se fumavano e sigarette ar pit-stop, le bottiglie di champagne sciabolate male…però due palle.
Quindi l’unico motivo per cui me sò fidato, è lui. Quello che je cambiano nome ma alla fine interpreta sempre lo stesso personaggio (tranne quando c’è Edward Norton): Brad Pitt.
E allora eccote un film che vuole da esse n’mito moderno sulla Formula 1, e pure se la trama c’ha più semplificazioni de na ricetta de “In cucina co Benedetta” c’ha roba che funziona da paura.
Brad è un pilota in pensione che torna pe na stagione epica, portandose dietro un team di underdog (fà figo dillo, praticamente tutta gente che s’è rotta er cazzo). Insieme a lui ce stà na giovane promessa che pare er suo clone co meno rughe, un ingegnere italiano che vive di espresso e battute sul traffico romano, e no sponsor coatto americano che urla “GO! GO! GO!” come Bon Jovi in concerto.

“Vai Brad, faccio quello sguardo lì…”
Co gli occhi da pantofolaio riflessivo, Brad entra dentro la macchina come fosse la sua ex che lo aspetta, sente ogni vibrazione, ogni cambio di marcia e ogni rischio come se fosse l’ultima gara della sua vita. Regia precisa, cinematografia che sfida Top Gun Maverick, vista la maestria di Damon Krosinski, che dopo i cieli e le acrobazie aeree si butta sulle ruote fumanti e i motori urlanti.E qui famo n’parallelo co Giorni di Tuono, quel film con Tom Cruise che correva sulla Nascar.
Se quella era na ballata americana co benzina e capelli al vento, F1 – Il Film è un’opera adulata, una sinfonia meccanica: vuoi la tensione in partenza, vuoi i pit stop che diventano intermezzi coreografici, vuoi il rombo de macchine che pare l’hip hop der futuro. La grande differenza? Cruise sudava come se lo avessero gettato in sauna sotto i peggiori riff rock anni ’80; Pitt invece è classe che zampilla, glaciale come na Ferrari in notturna, eppure ogni tanto se scioglie come neve sotto i riflettori di un circuito.
Krosinski stavolta ce mette la firma registica da maestro: riprese on board da mal di testa, slow motion drammatici in pit lane, fa vedè le gomme consumate come fossero catene di metallo vivo, e poi te smonta la testa con colpi secchi: “quasi fuori pista!”, “rottura motore!”, “collisione!”. Ce starebbe pure tutta la trama sul rapporto tra Brad e il suo clone giovane, ma a noi ce frega poco…meglio corse in fotofinish, duelli al millesimo di secondo, tamponamenti puliti che manco sul raccordo: è Giorni di Tuono di Krosinski.
TITOLI DE CODA: il film è la dimostrazione che lo sport su pista è cinema vero, e che Brad Pitt fà ancora l’eroe, col rombo più caldo de na domenica a Monza. Ti resta addosso la polvere, la benzina, e la semplicità de na corsa che comincia prima della prima curva. È blockbuster, è adrenalina, è cuore biondo su ruote nere. Se ti piace la F1 merita na visione. Se non te ne frega un cazzo, è solo da faje qualche applauso sul podio.
EXTRA: io alla Ferrari ho sempre preferito la McLaren.
Mklane
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