
Oltre ad essere uno dei tre film nella storia del cinema ad aver vinto i cosiddetti Big Five (gli Oscar come Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attore, Miglior Attrice e Miglior Sceneggiatura Non Originale), insieme a Accadde una notte di Frank Capra e Il silenzio degli innocenti di Johathan Demme, Qualcuno volò sul nido del cuculo il di Miloš Forman ha letteralmente segnato la storia del cinema per essere stata la prima pellicola ad aver dato voce al delicatissimo argomento del disagio degli ospedali psichiatrici americani, denunciandone il disumano trattamento riservato ai pazienti di tali strutture.
Il suo straordinario successo, oltre ad aver contribuito a lanciare in orbita le carriere del regista e dei suoi protagonisti, ha lasciato dietro di sé una lunga lista di affranti che, per un motivo o per un altro, rifiutarono di prendere parte al progetto e di scontenti per aver deciso di parteciparvi.
Il primo tra questi fu Ken Kesey, autore del romanzo da cui è tratto il film. Incredibilmente non fu soddisfatto del risultato finale portato sullo schermo da Forman e rimpianse di aver ceduto i diritti del libro per realizzarne un lungometraggio.
Veniamo poi a Kirk Douglas, il quale interpretò il protagonista Randle Patrick McMurphy a teatro e decise di acquistare i diritti da Kesey per produrne la versione cinematografica ed esserne il protagonista. Quando infine si decise a farlo, si rese conto di essere però troppo anziano per la parte e passò la produzione a suo figlio Michael.
Un altro eccellente pentito fu James Caan, al quale venne offerto il ruolo del protagonista prima di Jack Nicholson, ma rifiutò mortificandosene amaramente in seguito.
Infine, la distribuzione del film era stata inizialmente proposta alla 20th Century Fox, ma la casa di produzione per accettare avanzò una condizione: il protagonista McMurphy avrebbe dovuto rimanere in vita nel finale. A quel punto Michael Douglas contattò la United Artists che non ebbe problemi a mantenere il finale originale.
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