
Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme ha il merito di aver fatto di uno psichiatra pazzo e cannibale un personaggio adorato in tutto il mondo.
Terzo film nella storia del cinema ad aver vinto i “Big Five”, i cinque premi Oscar più importanti (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Attore e Miglior Attrice), è solo a causa di una delle sue più celebri frasi che da oltre trent’anni l’accostamento “CHIANTI” e “FAVE” non può che rievocare, necessariamente, nella mente degli amanti del cinema un terzo macabro elemento: un “FEGATO UMANO”.
Esiste una particolare curiosità legata alla famosa frase “Una volta, un tizio che faceva un censimento, provò ad interrogarmi. Mi mangiai il suo fegato, con un bel piatto di fave, ed un buon Chianti”, pronunciata dal Dott. Hannibal Lecter (Anthony Hopkins) all’agente del FBI Clarice Starling (Jodie Foster).
Proprio questa frase potrebbe avere un significato segreto, nascosto ai più. Si tratterebbe, infatti, di un doppio senso medico.
Fave, fegato e Chianti contengono Tiramina, sarebbero degli alimenti sconsigliati nei soggetti sottoposti a terapie a base di antidepressivi, quelli somministrati negli istituti psichiatrici per capirci…e che quindi anche Lecter avrebbe dovuto prendere. Questo amminoacido, se assunto con quella categoria di farmaci, può causare effetti devastanti per l’organismo.
Secondo l’interpretazione nascosta della frase, dunque, il Dott. Lecter avrebbe voluto far capire all’agente Starling che non stava assumendo gli antidepressivi e che era, dunque, in possesso di tutte le sue facoltà mentali.
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