
Produttore, sceneggiatore e soprattutto regista Horror, Eli Roth non disdegna per nulla stare anche davanti alla macchina da presa.
Il regista di Newton ha infatti prestato il proprio volto ad uno dei personaggi più iconici della filmografia del suo amico Quentin Tarantino: quel sergente Donny Donowitz, meglio noto come “L’Orso Ebreo”, protagonista di Bastardi senza gloria, sesto film di Tarantino.
In QT8: The First Eight, documentario sulla vita di Tarantino dagli esordi fino a C’era una volta a Hollywood diretto da Tara Wood, Roth rivelò di essersi preparato moltissimo per interpretare il soldato ebreo che sfracellava le teste dei nazisti a colpi di mazza da baseball e che dal primo giorno sul set, non vedeva l’ora di poter esordire nel film.
Peccato che Tarantino non fosse della stessa idea e avesse deciso, a sua insaputa, di rimandare la famosissima scena d’ingresso dal buio della galleria, per farlo arrabbiare oltremodo e rendere il tutto il più realistico possibile.
I metodi poco ortodossi di Tarantino devono aver senz’altro funzionato, poiché regalarono a Roth la performance migliore della sua carriera, ma quest’ultimo volle sottolineare che a renderlo particolarmente nervoso, attesa snervante a parte, fu la biancheria intima di lana che lo costrinsero ad indossare che, a suo dire, avrebbe fatto venire a chiunque la voglia di uccidere qualsiasi cosa.
Nel documentario non viene specificato se anche questa particolare scelta “sartoriale” sia farina del sacco di Tarantino, ma viene raccontato che a Roth fu affidata anche la regia della posticcia opera di propaganda nazista Orgoglio della nazione, dove il cecchino Frederick Zoller (Daniel Brühl) eliminava, in maniera eroica, centinaia di soldati americani.
In merito a questo ulteriore compito, in un’intervista Roth aggiunse «Farò risorgere il partito Nazista. Diranno “Amiamo questo film. Ma è un ebreo! Ma è una così bella pellicola, Ma l’ha fatta un ebreo!”. Lascerà di stucco tutti i neonazisti.».
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