
Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”
TITOLI DI TESTA: Kaos
TRAMA: sé esistesse un manuale su “come buttare via un film con due attori famosi”,BALLISTIC starebbe in copertina, con tanto de dedica. Un’opera talmente vuota che pure il silenzio, a confronto, sembra scritto meglio.
Partiamo dal cast: ANTONIO BANDERAS e LUCY LIU. Due che, sulla carta, dovrebbero accende lo schermo pure leggendo la lista della spesa. E invece qui sembrano intrappolati in una pubblicità di batterie scariche. Lui corre, spara, guarda male. Lei corre, spara, guarda peggio. Fine della caratterizzazione psicologica.
La trama? Ah già, la trama. Più che una storia è un incidente burocratico: agenti segreti, vendette personali, microchip, figli scomparsi… un minestrone di cliché buttati dentro senza manco mescolarli. A un certo punto smetti pure de capì chi sta contro chi, ma soprattutto smetti de fregartene. Che forse è pure peggio.
E poi l’azione. Che dovrebbe esse il cuore del film. E invece è una roba rumorosa, ripetitiva, senza peso. Esplosioni che sembrano screensaver, sparatorie tutte uguali, montaggio confuso: non c’è tensione, non c’è ritmo, non c’è niente. È come guardà qualcuno che gioca a un videogioco brutto… senza manco il controller in mano.
Il problema vero è che il film se prende pure sul serio. Non c’è ironia, non c’è auto-consapevolezza, non c’è quel minimo di divertimento che potrebbe salvà il salvabile. È tutto piatto, rigido, convinto de esse figo mentre scivola su una buccia de banana lunga un’ora e mezza.
Il bello è che dietro la macchina da presa c’è un regista che siccome c’ha er cognome improponibile (primo problema) pe mette in curriculum sta ciofeca ha pensato de mette no pseudonimo: KAOS (mai nome più azzeccato). Uno che qui dirige come uno che ha perso le istruzioni a metà. Inquadrature anonime, scelte visive inesistenti: sembra girato col pilota automatico…spento.
TITOLI DI COSA: un film che non è brutto nel senso “divertente da odiare”. È peggio. È dimenticabile a livelli disumani. Di quelli che finiscono e già non te ricordi niente, manco una scena, manco una battuta. Solo un vago senso di tempo perso, non un disastro spettacolare, non un cult involontario. Solo un gigantesco, elegantissimo… “ma perché?”
EXTRA: nulla da aggiungere.
Mklane
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