
Nome: Axel Foley
Segni Particolari: La risata più contagiosa del mondo
Attività: Agente in forza al dipartimento di Detroit
Periodo di Attività: 1984, 1987, 1994 e…
Tutti quelli nati dopo il 2005 che (sfortunatamente) hanno ascoltato direttamente la versione remixata di Axel F, dove l’ odiosissima “Crazy Frog” volava sulla sua insopportabile motoretta per pubblicizzare le suonerie della Jamba!, difficilmente associano mentalmente quel “Pa Pa Papparappappa” elettronico, pregno del sapore degli anni ’80 e di sintetizzatore, frutto del lavoro di Harold Faltermeyer…uno dei più rappresentativi compositori di colonne sonore Synth Pop del cinema hollywoodiano.
Per noi che invece la senilità la mangiamo quotidianamente a colazione invece, ascoltando quelle note messe in sequenza, non possiamo far altro che pensare ad un solo personaggio: Axel Foley.
Irriverente, sfacciato, poco avvezzo al rispetto delle regole, dalla battuta sempre pronta e dal cuore d’ oro, il poliziotto afroamericano perennemente in “vacanza forzata” a Los Angeles e, in particolare a Beverly Hills, con le sue “missioni non autorizzate” si è guadagnato un posto nei cuori nostalgici di milioni di fans ed è, ancora oggi, fra i personaggi più riusciti ed amati portati sulla scena da Eddie Murphy.
Affiancato dagli amici/colleghi, il giovane ed ingenuo Billy Rosewood (Judge Reinhold) ed il burbero John Taggart (John Ashton) e passato sotto le diverse direzioni di Martin Brest, Tony Scott e John Landis, Foley ha mantenuto costante la sua esuberanza ed il proverbiale “stile” fuori controllo per almeno i primi due capitoli della trilogia, perdendo un po’ di quella verve che li aveva contraddistinti nell’ ultimo, nonostante gli ottimi incassi.
Da anni circola la voce di un “ritorno” di Axel Foley sul grande schermo, con lo stesso Murphy che, consapevole della bassa resa dell’ ultimo Beverly Hills Cop rispetto ai precedenti, non ha mai smentito e pare che Netflix sia fortemente interessata alla produzione.
Fra mille dubbi (compresi i miei), un pizzico di malinconia e la consapevolezza che quella risata non sarà più la stessa dopo la scomparsa del compianto Tonino Accolla, chissà se non ci ritroveremo a breve a vestirci a Carnevale o ad Halloween con jeans aderenti, felpa grigia “Mumford”, giubbotto dei Lions di Detroit ed Adidas “Samba” bianche…come in tanti abbiamo fatto fra gli ’80 e i ’90.
Alessandrocon2esse
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