
“Il prossimo film lo faccio sulla terraferma!” Sono queste le parole che ha utilizzato Steven Spielberg al termine dell’ ultima scena di girato de Lo Squalo.
Per portare alla nascita questo enorme successo ai botteghini di tutto il mondo (Il film è costato circa 9 milioni di dollari e ne ha incassati più di 471), a causa dello scarso supporto tecnologico alla fervida immaginazione del regista, tutta la Crew ha dovuto divincolarsi fra numerosissimi intoppi e ritardi.
Il problema più grande è arrivato proprio dal protagonista del film: lo squalo…o meglio, i tre squali meccanici che erano stati realizzati al costo di 250mila dollari l’ uno.
Spielberg si rifiutò di girare le scene con lo squalo all’ interno di una vasca artificiale, poiché il risultato sarebbe stato poco realistico, ma la salsedine e le onde si rivelarono una spina nel fianco per tutta la durata delle riprese.
La prima rovinò gli ingranaggi meccanici dei tre squali, provocando guasti e malfunzionamenti. Uno dei tre addirittura affondò, richiedendo l’ ingaggio di una squadra di sommozzatori per recuperarlo. Le onde, invece, facevano risultare “mosse” le riprese…per non parlare delle imbarcazioni che spuntavano all’ orizzonte invadendo l’ inquadratura.
Lo squalo non fu l’ unica cosa ad affondare: finì a picco anche la barca utilizzata nel finale del film, la “Orca”, con tanto di attori, troupe e girato del giorno…che però fu miracolosamente salvato.























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