
Zack Snyder e il suo capolavoro.
Dopo William Wallace e Massimo Decimo Meridio ecco Leonida e i suoi 300. Tre uomini, tre popoli ma un solo comune grido: Libertà. Quel sentimento che ci fa essere quello che siamo, che rispetta tutto il nostro agire e che ci fa sperare in un futuro di eguaglianza, rispetto e soprattutto, amore. Il vivere per qualcosa e per qualcuno, il credere in valori superiori, nella percezione delle possibilità e nella tranquillità di perdersi in un abbraccio.
Ricorda chi eravamo, ricorda la mia Regina. Frasi che riecheggiano nel vento e che si disperdono nel mondo come fossero il grano su quale fondare il prossimo raccolto. Spighe d’oro rette dalla sete di speranza, di quel germoglio infinito che fa risplendere sensazioni, sudore e tatto. Quel dannato senso in cui crediamo infinitamente insieme al fuoco che ci arde per quello che sentiamo giusto e per questo eterno.
Zack Snyder riesce, nel mezzo dei suoi colori preferiti fatti di oscurità ed epicità, a raccontarci la sua storia più bella, più intima e più atroce. Il suo andare sopra le righe, anche grazie a una voce fuori campo tanto bella quanto pomposa, rende tutto più graffiante, un calcio continuo alle corde del nostro essere, un colpo alla normalità e a tutto quello che nel nostro piccolo, consideriamo sbagliato e maledetto.
A volte il nostro cervello è soffocante, come l’elmo di Leonida, la nostra valigia pesante, come il suo scudo, il nostro dire pungente, come la sua lancia, toglierli non vuol dire rinunciarci ma solo darci la possibilità di trovare un nuovo modo con cui utilizzarli. E questo perchè fondamentalmente, noi siamo il nostro cervello, il nostro scudo e la nostra lancia con la quale affrontare il mondo e i nostri amori. Perchè alla fine, volente o nolente, torniamo tutti li, al punto in cui il sangue scorre e le vite tremano.
Voto 8/10
Jonhdoe1978
TRAILER: Avanti miei proci
TRAMA: Questo è un film culturale infatti è pieno de culturisti. Sti culturisti vivono a Sparta, ridente cittadina piena de palazzi tutt’intorno a na discarica abusiva dove ce buttano la qualunque, pure li cristiani. Er sindaco se chiama Leonida e guai a guardallo storto! Tant’è che un giorno arriva un persiano che prima je fà le fusa e poi je dice che il re Serse vuole che la facciano finita de annà in giro a petto de fori.
“Er petto è mio e decido io” dice Leonida prima de ammazzallo. Così comanda ai suoi 299 soldati de spalmasse l’olio Baby Johnson su tutto er corpo per poi annà da Serse e dijene quattro. Purtroppo nel 480 a.C. ancora non c’era er Gps, così Leonida co i suoi culturisti se ritrovano nella gola delle Tempopili dove ad aspettalli ce stanno 1000000 soldati persiani co Serse pronto a faje er culo a strisce.
“Noi staremo pure in mutande ma tu fratè stai impicciato forte”. Quello impicciato è Serse, arto 3 metri ma pieno de orecchini e catene che pare na madonna. Capirai, quello è più permaloso de Leonida così comincia la battaglia. Spade, frecce, urla che manco allo stadio, elefanti, gente che ha avuto problemi coll’ormoni, tipi usciti da Eyes Wide Shut e ettolitri de sangue.
Alla fine Leonida rifila a Serse n’tajetto e quello je regala n’carico de frecce che l’ammazza a tutti e 1-0 pe Serse. Il regista Zack Snyder filma l’ultima edizione di Mister Olympia ficcandoce dentro pure la storia, e chi se ne frega se gli spartani hanno perso sta partita, l’anno dopo pare che hanno vinto loro. Se te vuoi rifà gli occhi questo è il film per te ma se stai decidendo de annà in palestra lascià stà e stappa n’artra birra tifando SPARTA.
Voto 8/10
Mklane
Passione, rispetto, tradimento, gloria, onore, dignità, amore e soprattutto AZIONE ed EFFETTI VISIVI.
Si potrebbe raccontare con soltanto queste dieci parole il contenuto di 300, la pellicola del 2007 diretta da Zack Snyder ed ispirata alla graphic novel scritta dall’autore di culto Frank Miller che rielabora intensamente la sanguinosa battaglia delle Termopili, dove la leggenda narra di 300 (appunto) spartani guidati dal loro re Leonida (Gerald Butler), seppe tenere in scacco lo schiacciante esercito di Serse (Rodrigo Santoro) per diverso tempo, salvo poi essere traditi da un loro stesso conterraneo.
Fedelissimo alle tavole del fumetto, ma al contempo molto particolare nel contagio fra il fascino del “classico” e la contemporanea estetica (vedi i corpi degli spartani completamente glabri e con la barba corta e curata), il film di Snyder ha riscosso il meritato successo solo anni dopo la sua uscita nelle sale, a causa di valanghe di critiche iniziali di ogni genere che partivano dalle evidenti inesattezze storiche, fino ad arrivare alle più pesanti accuse di razzismo e machismo.
Pare (e proprio non si capisce il perché) che alla critica proprio non vada giù il nuovo trend hollywoodiano di trasportare graphic novel di successo dalla carta allo schermo e rendere tridimensionale ciò che era bidimensionale. La stessa sorte era già piombata sulle spalle di Robert Rodriguez due anni prima che, con il suo Sin City (ispirato allo stesso Miller) aveva aperto le danze alla nuova tendenza.
L’operazione di Snyder, come ha provato a spiegare più volte, non è altro che il racconto della “leggenda” delle Termopoli e non della loro “storia”, con l’aggiunta di una nave container di effetti visivi e chroma key ed attori che sanno fare il loro mestiere. 300 non è un documentario…300 è un’opera. Ed è solo se la si guarda così che si riesce a goderne appieno.
Voto 8/10
Alessandrocon2esse
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