
TITOLI DI TESTA: lasciatelo in pace.
TRAMA: il film si chiama Un uomo tranquillo, ma io ve lo dico subito: di tranquillo non c’è proprio un cazzo. Perché il protagonista è Liam Neeson, e Liam Neeson non può essere tranquillo.
Cioè, stiamo parlando dell’uomo che se ti chiama alle 2 di notte per dirti che sa chi sei e sa dove te trovi, non è perché ha sbajato numero, è perché tu hai sbajato a esiste. Uno che se qualcuno s’azzarda a toccaje la figlia, prende il primo aereo e stermina un’intera nazione con una pistola e un Nokia 3310 scarico. E qui la storia non è tanto diversa…
Liam Neeson interpreta Nels Coxman (sì, si chiama davvero così), uno spazzaneve del Colorado che vive in una tranquilla cittadina di montagna, dove probabilmente il crimine più grave è rubare la segnaletica stradale. Ma ovviamente, non può durà!
A un certo punto, il figlio di Liam viene trovato morto per overdose. Il problema? Lui sa benissimo che suo figlio non si drogava. E quindi che fa? Si siede, piange e va in terapia? Ma manco per il cazzo!
Si arma di fucile, guarda tutti i film in streaming di Steven Seagal, si informa su chi siano i boss della droga locale e comincia a far fuori la qualunque, come se fosse un reality show chiamato L’Isola degli Spacciatori Eliminati. La cosa geniale è che ogni volta che qualcuno muore, il film ci mostra una schermata nera col nome del defunto, tipo bollettino di guerra. Se fosse davvero così nella realtà, nei film di Liam Neeson dovrebbero direttamente scorrere i titoli di coda a metà pellicola.
Ovviamente il capoccia dei boss della droga, soprannominato “Vichingo” (perché se devi fare il cattivo in un film del genere, devi avere un soprannome ridicolo), s’incazza e pensa che sia un altro cartello a sterminargli la gente. E così parte una guerra tra gang messicana e criminali del Colorado, senza che nessuno si renda conto che è solo un vecchio con un fucile a combinare tutto sto casino.
E qui iniziano le situazioni assurde:
– Neeson che prende a mazzate un criminale e poi lo avvolge in una rete da pesca come un branzino al mercato.
– Sparatorie nel nulla in mezzo alla neve, perché evidentemente nel Colorado se spari nessuno chiama la polizia, tanto fa freddo e non hanno voglia di uscire.
– Un boss della droga che passa più tempo a fare il padre snaturato col figlio viziato che a gestire il business.
– Una poliziotta che ha il sospetto che Neeson sia coinvolto, ma siccome è Liam Neeson, decide che forse è meglio farsi i cazzi propri.
TITOLI DI COSA: Liam Neeson accetta solo ruoli dove deve ammazzare gente. Non importa il contesto, non importa la storia, se c’è Neeson ci sarà almeno una scena in cui qualcuno viene lanciato giù da qualcosa.
Abbiamo visto Neeson vendicarsi per la figlia rapita (Taken), vendicarsi per la moglie morta (The Grey), vendicarsi perché lo hanno licenziato (The Commuter), e ora si vendica pure per il figlio. A questo punto il prossimo film sarà lui che stermina un’intera città perché il barista gli ha fatto pagare 50 centesimi in più il caffè. Alla fine Un uomo tranquillo è un action movie che intrattiene, anche se ormai la formula è sempre la stessa: prendi Liam Neeson, dagli una tragedia personale e guarda come stermina la gente con un’aria incazzata e il cappotto lungo.
Se vi piacciono i suoi film, lo guarderete e vi divertirete. Se invece pensate che forse sarebbe il caso che Liam facesse anche altro nella vita… beh, tranquilli, prima o poi accetterà un film drammatico. Poi però gli ammazzeranno il cane a metà storia e ricomincerà a sparare a tutti.
EXTRA: io sono un uomo tranquillo, ma non fateme girà le palle o divento come Steven Seagal…
Mklane
La prima regola di Cineastio è seguirci su Instagram e Facebook























Lascia un commento