
TITOLI DI TESTA: ammazza!
TRAMA: er golf è na roba strana. Se gioca co’n bastone, in silenzio, in mezzo a prati curati mejo der Vaticano. Roba per miliardari in pensione, co i calzoni a scacchi e la sciatica fissa. Uno sport che già solo er nome te fa venì sonno. Poi però arriva Adam Sandler e il golf diventa roba da scazzottate e pizze in faccia.
Lui è Happy Gilmore, coatto co er sogno de diventà un campione de hockey. Solo che ha la mira der cecchino, ma zero autocontrollo: mena gli arbitri, insulta i compagni e se fa caccià manco li caie. Finché scopre che c’ha na botta allucinante col bastone da golf, tipo che la pallina je parte e se ferma in un’altra regione. Così, pe salvà la casa der nonna (che stanno pe levaje perché non paga l’IMU da 15 anni), decide de entra nel mondo surreale der golf.
Entra nel circuito pe salvà la casa de a nonna, e da lì parte er delirio. Intanto, chi je insegna i segreti de sto sport da sciroccati? Carl Weathers, APOLLO CREED in pensione, co na mano de legno che sembra un giocattolo rotto der mercato de Porta Portese. Che già solo pe lui, sto film è da vedè.

“Sta mano po esse ferro…”
Poi ce stà pure Ben Stiller, nei panni der più bastardo tra gli inservienti dell’ospizio dove sta la nonna de Happy. Un diavolo coi baffetti, sadico, subdolo, che dietro er sorriso te nasconde la cattiveria de un funzionario dell’INPS. E nessuno lo caccia, capito? Anzi, lo lasciano lì a sfruttà le vecchiette manco fosse l’incubo peggiore de Report.
E come ogni storia de sport che se rispetti, c’è pure l’antagonista stronzone, quel Shooter McGavin che pare uscito da un casting fallito per Dynasty. Uno che si veste come n’ dentista ricco de provincia e pensa de esse er Maradona del golf. Ma Happy, tra una bastonata, un pugno e una pallina tirata tipo proiettile, je fa vede chi comanda.
Tra una gara e l’altra, Happy mena chiunque, tira mazzate al presentatore Bob Barker (mai visto un vecchio che mena così, tranne Liam Neeson) e mette la palle in buca (non le sue) in modi assurdi, tra esplosioni, crolli e piccioni che passano nel momento sbajato.
TITOLI DI CODA: la trama (c’è ma è scritta su un foglio di carta velina) è na scusa pe fa ride, ma funziona. Sandler fa Sandler: urla, tira le cose, fa le facce da rincojonito e alla fine deve mostrare a tutti che c’ha er cuore d’oro. Però alla fine è credibile nonostante sia il classico pesce fuor d’acqua. Happy Gilmore è la rivincita der coatto buono che entra in mezzo all’élite e li mette tutti in riga. Na commedia semplice, di quelle che Sandler non farà più perchè qui, a differenza de altre cagate, ce credeva davvero. Poi vabbè s’è messo a fà l’attore impegnato, che te volessi dì, nun è male pe niente. Se ti piace il golf non vederlo.
EXTRA: una volta ho visto una mazza. Stava tra le gambe del mio amico Alessandro.
Mklane
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