
Titoli di testa: “Hanno rotto pure il vaso Ming…”
Trama: Die Hard significa “Duri a morire”, ma il titolo migliore sarebbe stato “Ce l’ho duro”. In “Ce l’ho duro” abbiamo un protagonista cazzone (nel senso di simpatico) che salva la moglie dal cattivo di turno. Detta così sembra una stronzata immane, come se dicessi “C’è un ragazzino in tunichetta che con la spada laser salva il suo impero“. La cosa bella è che qui tutto funziona strabene.
Durante la vigilia di Natale, un giovane Bruce Willis vorrebbe starsene a casa a fare all’amore con la moglie ma purtroppo lei ha la cena aziendale “Amò, e quando me ricapita de magnà l’impepata de cozze? Co quello che costano!“. Così il povero Bruce si ritrova alla solita festa aziendale in piedi, musica di Cafè del Mar e Birra Peroni. Neanche il tempo di fumarsi una sigaretta in finestra e una raffica di spari tuona nel palazzo: è un gruppo di terroristi che vuole impossessarsi di tutti i soldi del boss della moglie. Dato che Bruce è arrapato come una bestia comincia a spaccare tutto, palle di Natale, vasi Ming, controsoffitti, armadi a muro…praticamente tutta l’Ikea. Armato di mitra e del superpotere “cammino sui pezzi di vetro” (Giucas Casella dilettante) trova sul suo cammino un bell’uomo, con accento dell’Est, alto, automunito, celibe, che quasi quasi ci fa un pensierino, fino a quando scopre che è Hans Gruber, tale Alan Rickman prima di sembrare Renato Zero in Harry Potter. Bruce capisce subito che quello è matto col botto, e inizia a uccidergli tutti i suoi uomini (i terroristi s’intende) sparando col mitra, sparando cazzate, al grido di “Ridamme mi moje“. Alla fine il povero Hans rimane da solo e dice a Bruce “Ma nun potevi chiamà n’escort?” e lui risponde “Me so perso il numero de tu cugina“. E giù colpi di scena, colpi e basta, champagne e bungee jumping.
Titoli di coda: Se sei una donna che durante il film vuol vedere i vestiti di Bruce ridursi e strapparsi sempre di più, con annessi ettolitri di sangue che neanche l’Avis, questo è il film per te. Se sei un uomo che vuole stapparsi 5 birre, ruttare liberamente e godersi uno dei miei film preferiti, Yippee-ki-yay.
Extra: Una volta ho chiamato una ragazza a casa e mi ha risposto un tipo con l’accento dell’Est. Gli ho augurato buon Natale.
Mklane























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