
Nome: Tony Montana
Segni Particolari: Cicatrice sul volto ed ego più grande di Miami
Attività: Imprenditore del crimine
Periodo di attività: Dal 1983 al 1983 (e per sempre sulla mia pelle)
Tony Montana è l’incarnazione cinematografica del sogno americano andato clamorosamente a schiantarsi contro una montagna di cocaina.
Interpretato da un incontenibile Al Pacino in Scarface, diretto da Brian De Palma, Tony arriva a Miami come un nessuno qualunque e decide immediatamente di diventare tutto. Non importa come, non importa a che prezzo. Importa solo salire. Sempre più su. Anche se non sa esattamente dove.
Immigrato cubano, ex lavapiatti e criminale con il senso della misura di un incendio doloso, Tony affronta il mondo con una miscela letale di ambizione, paranoia e totale assenza di autocontrollo. Il suo mantra, “The World Is Yours”, diventa rapidamente una profezia autoavverante e insieme una barzelletta tragica: Tony vuole il mondo, ma non ha idea di cosa farsene una volta conquistato.
La sua ascesa è rapida, rumorosa e kitsch, fatta di completi bianchi, fontane pacchiane e montagne di denaro che non comprano un solo minuto di pace.
La caduta, inevitabile, è una sinfonia di eccessi e sangue. Circondato da armi automatiche, alleati pronti a voltargli le spalle e specchi che riflettono solo il suo ego, Tony confonde costantemente la paura con il rispetto e la solitudine con il potere.
I rapporti con sua moglie Elvira Hancock (Michelle Pfeiffer) e sua sorella Gina (Mary Elizabeth Mastrantonio) sono la prova definitiva che Tony sa accumulare solo ciò che può distruggere. Incapace di amare senza possedere, di fidarsi senza controllare, Montana finisce per restare solo nel suo palazzo, circondato da tutto ciò che desiderava e da nessuno che lo voglia davvero.
Il lavoro di Al Pacino è volutamente sopra le righe, teatrale, quasi operistico: ogni sguardo è una minaccia, ogni urlo una dichiarazione di guerra. Un’interpretazione che all’epoca fece discutere, ma che col tempo si è rivelata perfettamente coerente con un personaggio che non conosce mezze misure.
Pacino non interpreta Tony Montana: lo scolpisce a colpi di voce, posture e rabbia, trasformandolo in una maschera tragica del capitalismo selvaggio.
Col tempo, Tony Montana è diventato un’icona pop globale: idolo della cultura rap, simbolo della street culture, volto onnipresente su improbabili poster motivazionali che invitano al successo, dimenticandosi però di menzionarne la fine. Idolatrato come modello di ascesa sociale, è in realtà uno dei più feroci avvertimenti mai messi in scena dal cinema.
Scarface non celebra il sogno americano: lo prende alla lettera e lo lascia esplodere.
Perché quando il mondo è tuo, spesso è solo questione di tempo prima che venga a riprendersi tutto, con gli interessi.
Alessandrocon2esse
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