
Hilary Swank, nonostante non abbia ancora compiuto 50 anni, può già vantare due Oscar come Miglior Attrice.
Il secondo premio, quello più famoso, è arrivato con il capolavoro Million Dollar Baby, diretto da Clint Eastwood nel 2004, per l’interpretazione della pugile Maggie Fitzgerald.
Ma l’attrice e produttrice statunitense ne aveva già conquistato uno cinque anni prima, in cui diede anima e corpo nel rappresentare il ragazzo transgender Brandon Teena, in Boys Don’t Cry di Kimberly Peirce.
Quello che forse non tutti sanno è che il film della Peirce è tratto da una storia vera.
Teena Brandon, nata nel Nebraska nel 1972, cresce con sua madre e sua sorella dopo la morte del padre. Soffre abusi da parte di un parente e inizia a sentirsi a disagio nel suo corpo di ragazza, identificandosi come uomo e adottando il nome Brandon. Nonostante l’opposizione della madre, si veste da uomo e intraprende relazioni con le ragazze senza rivelare la sua identità di genere.
Dopo essere stato arrestato per falsificazione di assegni, il suo segreto viene esposto. Si trasferisce a Falls City, dove si innamora di Lana Tisdel e si integra nel suo gruppo di amici. Tuttavia, due di loro, John Lotter e Tom Nissen, lo aggrediscono e lo violentano dopo aver scoperto la sua vera identità.
Nonostante la denuncia, la polizia non prende sul serio Teena e rilascia gli aggressori. Successivamente, Lotter e Nissen irrompono a casa di un’amica di Teena, uccidendo Teena insieme a due suoi amici. Lotter e Nissen vengono arrestati e condannati, ma il caso solleva questioni sulla discriminazione e la violenza contro le persone transgender. Teena Brandon muore così, a soli 21 anni, vittima di violenza e discriminazione.
La sua storia era già stata raccontata un anno prima della Peirce, nel documentario The Brandon Teena Story.























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