
Nome: Sofia Serrano
Segni Particolari: E’ convinta che “Ogni minuto che passa è un’occasione per rivoluzionare tutto completamente”
Attività: Alla ricerca della sua strada tra istinto e passione
Periodo di attività: Ogni giorno
“Ci rincontreremo in un’altra vita, quando saremo due gatti…” Queste le ultime parole che, prima di confondersi con il cielo color vaniglia, pronuncia Sofia Serrano quale definitiva rappresentazione di quell’idea di amore, di relatività del tempo e di affinità naturale che da subito ha trasmesso. La sua figura, seppur con i lineamenti dell’incantevole Penolope Cruz, si estrae da una connotazione materiale e tangibile andando a posarsi, e da qui l’ogni giorno di pocanzi, sul significato generale, nella sua rarità, di comprensione immediata, di quel senso trascinante che porta la complicità a un livello superiore. E quando questo capita l’immaginazione e la realtà si confondono comprimendo il tempo a pure vagare circolare e questo nonostante la possibilità di un destino avverso e contrario. Le sensazioni provate, in quei casi specifici, trascendono il loro ordine naturale con un sorriso che assume la portata di completamento di se stessi più che di un semplice modo di comunicare. Sofia diventa immediatamente il collante dell’ispirazione e della salvezza, di quella luce accecante, nonostante poche ore di vicinanza, sulla quale basare sia la redenzione dell’anima che un possibile futuro sul quale basare ogni felicità.
La sua figura sa quasi di angelico oltre che di crudele. La costruzione di quello che potrebbe essere il suo futuro con David, l’angelo caduto, è qualcosa che attraversa la capacità normale di codificazione essendo di per se riservata a chi riesce a comprenderla totalmente. Molti degli stereotipi conosciuti vengono in qualche modo cancellati, sostituiti da una probabilità che sembra allo stesso tempo essere di amore e di puro egoismo. La sensazione di delicatezza che il suo sorriso da, sia nel primo ciao che nell’ultimo arrivederci, sa quasi di paradiso, il cielo alle sue spalle sembra avere una spirale ascendente, e si contrappone al limbo ingiusto in cui il suo ricordo, rappresentato dall’inconscio di David, risiede. La sua scia nel momento finale disegna nell’aria un “e se” cosi grande che sembra far interrogare lo stesso destino, per un momento o per più non possiamo saperlo, sulla giustizia e sulla congruenza del suo agire. A prescindere dalla risposta, persa nelle pieghe intime di ognuno di noi, quel senso di amore luccicante e immortale che ella trasmette rimane inviolato cosi come la sensazione che quel ci “rincontreremo in un’altra vita” citato all’inizio sia molto di più di una semplice frase. Assomiglia di più, infatti, a un ventaglio di possibilità che unisce il ricordo, il presente e il futuro in maniera magicamente confusa tipica di qualcosa di etereo e con i colori tipici dell’immortalità. D’altronde in Sofia il tempo e lo spazio si contorcono sino a convogliare in un solo punto quale sintesi perfetto di quel piano astrale nel quale la realtà diventa un’appendice del sogno.
Jonhdoe1978
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