
Tutti i film della Disney hanno due elementi costanti, la forte caratterizzazione dei personaggi e la colonna sonora. In Robin Hood, ventunesima fatica del colosso Californiano, questi due fattori sono elevati al quadrato.
La storia, introdotta dal meraviglioso Gallo Menestrello, narra di Robin Hood e Little John intenti a contrastare la tirannia del Principe Giovanni, intenzionato ad arricchirsi sulle spalle del popolo.
Wolfgang Reitherman ripropone, come fatto negli “Aristogatti” e ne “Il Libro della Giungla”, come protagonisti della storia animali antropomorfi, puntando sulla simpatia e nell’immedesimazione istantanea che questi creano e questo sia nei grandi che nei piccoli.
Gli animali parlanti, infatti, hanno da sempre la capacità di catturare subito l’attenzione, facendoti immergere nella visione del film con un’attitudine positiva spontanea accentuata, nel caso specifico, dal fatto che ci troviamo di fronte a specie differenti tutte insieme.
La scelta di ognuno non è lasciata al caso ma pensata per le caratteristiche del personaggio da rappresentare: Robin Hood è scaltro e abile come una Volpe, Lady Marian anch’essa Volpe per ovvi motivi, il Principe Giovanni un Leone come simbolo di nobiltà, ma meno possente e vigoroso di Re Riccardo, anch’esso Leone, come a simboleggiare il diverso spessore dei due anche se all’interno dello stesso rango. Little John come un grande e grosso rassicurante Orso, Sir Biss, consigliere del Principe tiranno, perfido e strisciante come un Serpente, lo Sceriffo di Sherwood come Lupo Cattivo.
Robin Hood è senza ombra di dubbio uno dei film Disney più amati, sicuramente perché racchiude e incarna valori che sin da piccoli riteniamo giusti e condivisibili. Il rubare ai ricchi per dare ai poveri è un concetto estremo, se vogliamo, ma è impossibile, in questo caso, non vederlo in chiave positiva se non addirittura come atto dovuto.
Così come l’amore di Robin e Lady Marian e il loro amarsi a distanza nonostante le avversità, è sentita come quell’unione romantica e sognante destinata per forza di cose a essere soddisfatta. A questa aggiungiamo l’amicizia, la lealtà e l’immolarsi per il prossimo presenti praticamente in tutta la durata del film.
Tutto questo arricchito da una colonna sonora immediata, completa e coinvolgente, che reputo una delle migliori tra tutti i film Disney. Impossibile non esaltarsi con “Urca Urca Trilulero” o fischiettare come il Gallo Menestrello o commuoversi con “Non a Notthingam” o non sorridere tendendo il ritmo con “Il Re Fasullo D’Inghilterra”. Sono canzoni senza età e senza tempo, entrate nelle case di tutti e canticchiate da almeno 5 generazioni …e non credo si fermi a queste.
Unendo tutti gli elementi citati si può affermare tranquillamente, che Robin Hood è, per il genere, un film di altissimo livello. E’ ben pensato, ben strutturato e ben disegnato e questo nonostante il poco budget a disposizione (si pensi che per diminuire la spesa sono stati usati alcuni dei disegni de Il Libro della Giungla).
La storia del ladro gentiluomo è, infatti, gestita in maniera attenta e con un’ intensità straordinaria figlia soprattutto del modo delicato con la quale ci racconta dei sentimenti più puri e sentiti. E questo tramite la sue meravigliosa semplicità che ci culla tra una filastrocca e una canzone, tra una freccia e un bacio, tra un furto e un dono e tra un sorriso e un ballo.
Jonhdoe1978























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