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Predestination (2014) di A Sei Mani

⭐6 Settembre 2025 ⭐ Contrassegnato con: Predestination, Predestination Recensione, Recensione Predestination

Predestination Interna

Ci sono due modi per affrontare questo film e anche se uno non esclude l’altro, di certo la scelta ne cambia la prospettiva e per certi versi il messaggio. Il primo lo potremmo definire più “tecnico” e riguarda il modo con il quale visivamente e concettualmente i fratelli Spiering (registi e sceneggiatori) abbiano gestito un argomento spinoso come quello dei viaggi nel tempo (e conseguenze) e della circolarità (relativa) del tempo (ancora) e dello spazio. Il secondo, invece, è più concettuale e metafisico e di conseguenza più retorico, ma anche più intimo. E’ abbastanza evidente che personalmente, seppur riconoscendo il modo bilanciato e quindi corretto di pura realizzazione, mi ritrovo maggiormente in questa seconda visione e non perché mi sia in qualche modo imposto questo approccio (magari per modo di essere), è la storia che mi ha ci ha portato.

Al di là di tutto (e le questioni che Predestination apre non sono poche ma lo spazio di questa rubrica è quello che è) l’elemento che più di tutti mi ha rapito è la rappresentazione della predeterminazione degli eventi e quanto di questi, avendone la possibilità, continueremmo a ripetere sempre allo stesso modo. Sostanzialmente la domanda è: siamo cosi intrisi di noi stessi e del nostro ego che ogni volta ci troviamo “costretti” a fare le stesse scelte? E’ una domanda enorme e che va oltre la dinamica di una singola storia essendo sostanzialmente l’analisi dell’essenza stessa di quello che siamo. Entrando nello specifico, il film ci pone questa questione in maniera meravigliosa alternando momenti aperti e concitati (nel rispetto di un film comunque ad impatto azione) ad altri lenti e delicati utili a materializzare nella mente dello spettatore quell’intimità di cui si diceva all’inizio. Il tutto con un’eleganza narrativa e recitativa a tratti inebriante oltre che coinvolgente. Per lunghi tratti, si viene presi per mano e portati in un ambito tanto lontano quanto vicinissimo e quello che alla fine facciamo e abbandonarci oltre che a uccidere il cervello alla ricerca di risposte (e altre domande).

Un film che è un gioiello di genere e mostra ancora una volta come le idee sono sempre al servizio dei mezzi e di come errare può essere un obbligo… più che una scelta.

Jonhdoe1978

Voto 7.4/10


Allora, Predestination è uno di quei film che se lo racconti a un amico te guarda storto e pensa che te sei fumato a salvia. “Ce sta un agente del tempo che viaggia avanti e indietro per impedì l’attentati…e incontra una tipa che in realtà non te posso dì chi è o te spoilero tutto…potrebbe da esse a madre, er padre o l’oste che porta er vino”. Praticamente na matassa così incasinata che te viene da dì: “Fermate, famme respirà”.

Ethan Hawke qui fa l’agente con la faccia de uno che ha già capito tutto (ha letto la sceneggiatura) ma nun c’ha voglia de spiegallo. Sta lì co sto violino che in realtà è na valigetta del tempo, e zompa tra un’epoca e l’altra come se stesse a cercà parcheggio in centro a Roma. Poi te incontra Sarah Snook, che je parla de na storia che te se incolla in testa: lei è una ragazza cresciuta come orfana, poi diventa uomo, poi partecipa alle selezione per Uomini e Donne, poi viaggia, poi…vabbè, te la faccio corta: è praticamente l’albero genealogico più incestuoso della storia del cinema.

Il bello è che il film non ti molla mai: all’inizio pare un noir un pò strano, poi diventa fantascienza, poi thriller, poi soap opera de quartiere, e alla fine un rebus dell’enigmista. Alla terza rivelazione tu pensi: “Ok, me sò perso”. Alla quarta: “Forse sto a capì”. Alla quinta: “Ma che è, Beautiful scritto da Einstein?”.

E l’ultima scena, quando finalmente capisci che sto viaggio nel tempo è un giro all’inferno senza ritorno, te fa venì voglia de applaudì e de bestemmià insieme.

In sostanza: Predestination è un capolavoro matto che poteva avere più successo perché non se l’è cagato nessuno. Bello, originale, ma se lo guardi stanco rischi di svejatte a metà film convinto che tu sia er cugino de te stesso.

Mklane

Voto 7.5/10


Tratto dall’inquietante racconto All You Zombies di Robert A. Heinlein, Predestination è uno di quei rari esempi di fantascienza capace di sorprendere non tanto per la spettacolarità quanto per la struttura narrativa audace e la riflessione filosofica sul tempo, l’identità e il libero arbitrio.

Diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig, il film segue un agente del Bureau Temporale (Ethan Hawke) impegnato a fermare un misterioso attentatore noto come “Fizzle Bomber”. Ma quello che sembra l’inizio di un classico thriller fantascientifico si trasforma presto in un puzzle esistenziale. L’incontro in un bar con un enigmatico individuo di nome John (Sarah Snook) dà il via a una lunga confessione che svela una vita fuori dall’ordinario, dove i confini tra passato, presente e futuro si dissolvono, e i ruoli di vittima, carnefice e salvatore si confondono fino all’estremo.

Costruito su una sceneggiatura-labirinto, il film rifiuta scorciatoie spettacolari e predilige l’introspezione, i dialoghi, le ellissi narrative. I registi giocano con i paradossi temporali senza indulgere nel caos gratuito, anzi orchestrando con rigore un racconto che è insieme noir, dramma psicologico e science fiction minimale.

La fotografia di Ben Nott e i costumi di Wendy Cork distinguono con finezza le diverse epoche, e contribuiscono a rendere chiaro un intreccio che, per complessità, richiede attenzione assoluta.

Predestination è un’opera ambiziosa, non sempre perfetta (più che altro perché al sottoscritto è servito un mezzo rewatch e un confronto con un collega, per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle… seppur con qualche dubbio), ma straordinariamente coerente nel mettere in scena una spirale narrativa dove la predestinazione diventa un vincolo ontologico, una condanna identitaria.

Non a caso, il vero cuore del film è la riflessione sull’individuo: “Chi siamo davvero, se tutto è già scritto?”

Hawke è solido, ma è la Snook a stupire con una prova camaleontica (in abiti maschili è incredibile la sua somiglianza con Leonardo DiCaprio).

Il risultato è un film che, pur avendo un budget modesto, riesce a distinguersi per originalità e profondità.

Una riflessione esistenziale travestita da rompicapo temporale. E forse, anche un amore impossibile… quello verso sé stessi.

Alessandrocon2esse

Voto 7.1/10

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Predestination

Predestination
7.3

Valutazione Complessiva

7.3/10

SCHEDA

  • Regia: Michael e Peter Spierig
  • Anno: 2014
  • Durata: 97'
  • Genere: Fantascienza/Drammatico

Interazioni del lettore

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