
Contrariamente a quanto dichiarato dal suo regista Carlo Vanzina (“Un film divertente dai mezzi anche spettacolari”) alla presentazione dell’anteprima nelle sale italiane, considero Piedipiatti una pellicola non del tutto riuscita, parecchio meno divertente di quanto avrebbe realmente potuto essere e, in generale, un po’ svogliata. Una pellicola che però merita comunque di essere guardata, potendo contare su due punti di forza: un buon ritmo ed un’affiatata coppia di protagonisti di indiscutibile qualità, formata da Renato Pozzetto ed Enrico Montesano.
Scritto ad “otto mani” insieme al fratello Enrico Vanzina, Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, questo poliziesco all’Amatriciana sembra rappresentare al contempo sia il periodo aureo del cinema vanziniano più “comodo”, sia il canto del cigno di un certo tipo di commedia italiana, quella in cui bastava prendere un successo d’oltreoceano senza dichiararlo apertamente e ficcarci dentro comicità, usi, costumi e dialetti d’Italia e tirarne fuori un film.
Sebbene in questo caso il risultato venga portato a casa in maniera abbastanza dignitosa, aiutati soprattutto dai punti di forza citati poc’anzi e dall’assenza di alte aspettative (se si esclude la parte finale), è impossibile non far caso ai molteplici scopiazzamenti del quartetto di sceneggiatori che col passamontagna in volto si appropriano per intero del soggetto di Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills di Martin Brest e nascondono, sotto il nome di “citazioni ed omaggi”, tanti piccoli furtarelli a Arma Letale di Richard Donner, Serpico di Sidney Lumet, Intrigo Internazionale di Alfred Hitchcock e Weekend con il morto di Ted Kotcheff dal panorama internazionale e all’italianissimo I due carabinieri di Carlo Verdone.
Beh…a “copiare” da una lista tra successi e capolavori simili, il prodotto risultante dovrebbe comunque superare di un bel po’ la sufficienza, direte voi. Il fatto è che anche la nobile arte del far repulisti ha i suoi segreti e, come qualsiasi altro “mestiere” non è che chiunque sia capace a farlo. Ed è quindi proprio nel momento in cui gli sceneggiatori avrebbero dovuto dimostrare di non essere soltanto trafugatori improvvisati, ma persone capaci di prendere spunto dai loro bravi e/o illustri colleghi predecessori e, magari, di tirar fuori qualcosa di nuovo che i nodi vengono al pettine e Piedipiatti si trasforma da “Potenziale successo” a “Un film come un altro”.
Del finale, troppo sbrigativo e senza idee l’ho già detto, ma gli innumerevoli buchi di sceneggiatura sono davvero imperdonabili. Se decidi di omaggiare l’iconico Bernie Lomax di Weekend con il morto nella scena della sauna con il cadavere dello spacciatore colombiano Carlos (Norman Sanny) in asciugamano ed occhiali da sole, trova almeno il modo di giustificare come abbiano fatto i due protagonisti a portarlo nella sauna già da morto. Così…giusto per citarne uno.
Tutto quanto di buono c’è è solo grazie alla verve dei due protagonisti che interpretano i ruoli di due brigadieri agli antipodi: Pozzetto è Silvio Camurati, milanese preciso e meticoloso, ormai abituato al lavoro da ufficio; Montesano è Vasco Sacchetti, romano disincantato e spiritoso, molto più “sbirro di strada” del collega settentrionale. Il “Duo” che aveva bene esordito da protagonista in Noi uomini duri di Maurizio Ponzi, conferma l’ottima amalgama e, considerando col senno di poi il loro antesignano ruolo di quella che poi diventerà la più longeva coppia cinematografica del cinema italiano, quella formata da Christian De Sica e Massimo Boldi, ci si chiede come mai non si sia puntato maggiormente su questo divertente e funzionale ambo di attori.
Buona anche la prova dei caratteristi di contorno, tra cui spicca la compianta sciura Mirella Falco. La sua Sig.ra Motta, seppur relegata ad una piccola particina da comprimaria, piacerà talmente a Vanzina che finirà addirittura a rubare a sé stesso, inserendola a soli tre anni di distanza da Piedipiatti, nel suo I mitici – Colpo gobbo a Milano con lo stesso identico ruolo, ma con qualche posa in più.
Non si tratta né di avidità, né di scarsità di idee…è palesemente cleptomania. Aiutiamo i Vanzina.
Alessandrocon2esse
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