
Nella fervente creatività del regista Terrence Malick, c’è una tendenza peculiare che affascina e confonde gli attori: la sua propensione a girare quantità smisurate di materiale, solo per poi tagliare drasticamente il risultato finale nella sala di montaggio.
Questa pratica ha trasformato più di qualche interprete da protagonista a semplice comparsa, un destino condiviso anche da Sean Penn in The Tree of Life del 2011.
Penn si trovò immerso in un mare di riprese, tanto che avrebbero potuto costituire un film a sé stante. Tuttavia, il suo ruolo nell’opera di Malick si ridusse a poche e fugaci apparizioni. L’attore rimase amareggiato da questa esperienza, tanto da rifiutarsi di partecipare alla promozione del film al Festival di Cannes del 2011, nonostante fosse in lizza anche con This Must Be the Place di Paolo Sorrentino.
Ironia della sorte? The Tree of Life si aggiudicò la prestigiosa Palma d’oro quell’anno.
Ma la storia curiosa non finisce qui. Alla cineteca di Bologna, durante una proiezione del film, si verificò un errore: per ben nove giorni, il film venne proiettato al contrario, con il secondo tempo precedente al primo. Tuttavia, la complessità dell’opera di Malick fu tale che nessuno degli spettatori si accorse dell’inversione, sprofondati com’erano nell’immersione visiva e concettuale del film.
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