
Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: era mejo se l’arzavi a tavoletta!
TRAMA: una roba che già dal titolo “Vabbè ho capito tutto, qua se parla di spiriti, roba mistica, ragazzini che vedono li mortacci loro e na tavoletta che potrebbe da esse usata come n’tagliere per il prosciutto.” E invece no, la tavoletta Ouija, quella con le letterine, i numerini e il cursore che va in giro come se fosse ubriaco, qui è il mezzo per tirare fuori demoni. Ma non demoni qualsiasi, eh, demoni di classe, tipo…il Divino Otelma!
Sì, perché nel film c’è questo spirito malvagio che, invece di essere un’entità ultraterrena qualsiasi, ha deciso di manifestarsi con la saggezza infinita e il fare da fijo de na ballerina del Divino Otelma. È lì che ti rendi conto che non stai guardando il solito horror, ma una specie di incubo kitsch, un incrocio tra una seduta spiritica e un veglione di Capodanno a Sanremo.
Siamo negli anni ’60, alla signora Zander (che di giorno fa la truffatrice professionista con finti contatti coi defunti) si è rotta la tavoletta del cesso…evidentemente le sue due figlie non sanno bene come usarla. Tant’è che recatasi da Leroy Merlin per comprarne un’altra, trova un altro tipo di tavoletta, quella Ouija…non utile per cagare ma per dare un tocco di classe alle sue finte sedute spiritiche. Solo che, colpo di scena! La tavoletta funziona davvero! E non è che ti appare tu zio dall’aldilà per dirti dove ha nascosto la chiave della cantina, no… qui si manifesta l’essenza del male in persona, o meglio, il Divino Otelma, che tra una predizione e un “Ohmmmm”, decide che è giunto il momento di seminare un po’ di caos e confusione nella famiglia Zander.
Il bello è che mentre il Divino Otelma è lì a predicare oscurità, con le sue frasi criptiche tipo: “Noi, plurisecolare entità, annunciamo tenebre” la figlia più piccola della signora Zander, Doris, viene posseduta e comincia a fare cose inquietanti…tipo parlare con la voce di un uomo di settant’anni che ha appena finito una partita a briscola! Una voce che ti aspetti da un frequentatore di osterie, non certo da una bambina di otto anni.
Ed è qui che entra in scena il Mago d’Arcella vestito da prete. Lui si presenta come l’unico in grado di risolvere la faccenda, ma la sua strategia è poco chiara: sembra più interessato a capire se si può usare la Ouija per indovinare i numeri del lotto.
Quindi alla fine ci ritroviamo con Doris versione posseduta nonchè dalla bocca troppo larga, sua sorella roscia che già solo quello te viene da datte na grattata, la signora Zander che parla del marito defunto manco fosse a una puntata di Uomini e Donne, e lo spirito del Divino Otelma a cui il Mago d’Arcella può solo mettersi a 90…per farsi impossessare, ma non spiritualmente.
TITOLI DI CODA: una pellicola che grazie a una tavoletta, te fà capì che il Divino Otelma non può essere sconfitto poichè è il male in persona, eterno, plurisecolare, che non si limiterà a tornare al prossimo blackout per riprovarci. Un horror che non spaventa ma che fa il giro e diventa quasi una commedia perchè non fà paura, roba che persino i veri spiriti si sono messi a ridere. Quindi se cerchi il vero brivido, basta vedere il vero Divino Otelma fare l’esorcista…in quel caso l’orrore è assicurato.
EXTRA: io de tavoletta conosco solo quella del cesso.
Mklane























Lascia un commento