
Nome: Mickey O’Neil detto “Lo Zingaro”
Segni Particolari: Slang incomprensibile ed un destro micidiale
Attività: Nessuna, se si esclude l’hobby del pugilato clandestino
Periodo di attività: 2000
Sicuro di sé, un po’ capriccioso, metodico, indurito dalla vita, assai acuto sebbene possa dare l’impressione di essere sempliciotto, irriverente, giocoso, beffardo con gli estranei e amorevole con i suoi “coni”, ma violento e spietato se si tratta di risolvere questioni familiari, di onore o vendetta.
Quasi mai ben rasato, sporco, trasandato e puzzolente. Indossa sempre il suo cappello Fedora in pelle e fuma decine di sigarette al giorno. Possiede uno spiccato senso per gli affari e vive la vita secondo un proprio codice “non convenzionale”, indecifrabile ed incomprensibile quasi quanto il suo modo di parlare.
Discendente da generazioni di “Nomadi irlandesi”, da non confondere con i ROM, vive in una fatiscente roulotte nelle campagne appena fuori Londra che condivide con un numero imprecisato di parenti e amici. Passa le sue giornate a bere e a prendersi cura della sua “Mà”.
Nessuno lo ha mai visto rifiutare un drink o una scommessa.
Nonostante la sua corporatura media, ha un fisico muscoloso e robusto che gli consente di incassare un elevato numero di colpi e percosse, senza mostrare problemi visibili e alcun segno di stanchezza, o sforzo fisico e di rialzarsi per sferrare pochi pugni precisi e potenti. Da qui il soprannome di “One-Punch Mickey”. È poco raccomandabile finirci a scontro Babuzzi, meglio andare e “Usare la macchina, prima che diventi di puzza”.
Difficile riuscire a cogliere le numerose sfaccettature di Mickey O’Neil in poche righe. La sua impronta nella cinematografia hollywoodiana è stata tanto breve quanto profonda. Interpretato divinamente da un Brad Pitt in un periodo aureo, sia fisico che attoriale, lo “Zingaro” è uno dei più memorabili personaggi tra quelli creati da Guy Ritchie.
Da apprezzare sia nella nostra versione doppiata, sia in quella originale, per ammirare maggiormente lo straordinario lavoro di adattamento dei dialoghi, sempre troppo dato per scontato.
Un vero peccato poterne godere solo per i 104’ di Snatch – Lo strappo, ma tocca rassegnarsi: ”Il patto era te la pruzzi com’è”. E non provate nemmeno a lamentarvi o cercare di far valere le vostre ragioni, vi conviene “Andare a farvi fottere se ci passate con le vostre gambe”.
Alessandrocon2esse
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