
Antichrist, controversa e suggestiva pellicola del 2009 divisa in quattro capitoli ideata, sceneggiata e diretta dall’anticonformista Lars von Trier, è un vero e proprio percorso terapeutico diviso in quattro punti (Lutto, Dolore, Disperazione e I tre mendicanti), frutto del lungo periodo di depressione vissuto dal regista danese.
In un turbinio di simboli psicoanalitici, onirici e filosofici, la trama racconta l’esilio autoinflitto di una coppia che tenta di superare la morte del proprio figlio, tragicamente precipitato da una finestra lasciata distrattamente aperta mentre stavano facendo sesso.
Il film è saturo di influenze a film horror e, soprattutto, erotici ed è interpretato da due soli attori che non hanno nemmeno un nome: l’attore statunitense Willem Dafoe e l’attrice e cantante franco-britannica Charlotte Gainsbourg.
Gli attori girarono senza problemi tutte le numerose scene di nudo integrale e durante tutte le riprese non venne utilizzata alcuna controfigura per sostituirli.
In realtà fu convocata dal regista una sola particolarissima controfigura, incaricata di entrare in scena quando Dafoe recitava sul set “come mamma l’ha fatto”, ma non per sostituire l’attore…bensì il suo pene.
Secondo von Trier, il pene di Dafoe era troppo grosso ed avrebbe finito col “confondere” il pubblico in sala, partirono quindi le ricerche di una controfigura dalle dimensioni più “modeste” e che né avrebbe svilito l’autostima dello spettatore maschile, né avrebbe distratto quello femminile dalla già complessa trama.
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