
TITOLI DI TESTA: la notte dormo
TRAMA: Stefanino King è come quella zia che cucina tutto…certe volte je vengono bene le lasagne, altre te sforna un pasticcio che manco il cane. Però i suoi racconti di provincia, le case maledete, i pagliacci truccati male, le paure quotidiane, c’hanno sempre avuto fascino. E a proposito di fascino ce sarebbe da parlà de quello immortale de li vampiri…Nosferatu, Dracula, esseri tragici, eleganti e fondatori dell’Avis. Figure che se te le giochi bene te regalano er brivido.
Poi arriva Le notti di Salem e capisci che anche i vampiri, dopo un secolo, possono annoiasse e annoiatte a morte.
E pensare che nel 1979 un certo Tobe Hopper aveva portato il racconto in un film Tv fatto con due lire, dove era riuscito a creare un atmosfera d’inquetudine che te la portavi pure mentre c’era la pubblicità…ma torniamo al presente.
Stamo sempre nel Maine, in una cittadina che già dal nome cambia strada e costruita su un cimetero di idee…solita gente strana, tutti che se fanno li cazzi loro e co la nebbia che arriva ogni tre per due. Qua t’arriva Ben Mears, scrittore malinconico che nun ride mai manco se vede la Lazio giocà, che và lì pe affrontà i demoni del passato e scrive l’ennesimo libro in santa pace. Manco il tempo de trovà casa che incontra na tipa e dopo due battute sembra che stiano insieme già da vent’anni: “Ciao, come stai?” – taglio di montaggio – “Tesoro, ti amo” valli a capì.
Nel frattempo che va avanti sta relazione (2 minuti) inquadrano uno coi baffi che c’ha un negozio co n’insegna che fa paura, nel sense che nun ce compreresti nulla, e dopo iniziano a sparire persone. Tipo un regazzino che muore male, poi resuscita e comicia a volà tipo Superman co tanto de occhi rossi.

Uno spettatore dopo la visione del film
Ma come mai? Perchè insieme a baffetto, in città è arrivato Gary Barlow, il vampiro capo ex componente dei Take That, che ormai caduto in disgrazia s’è trasformato nella versione de Wish de Darth Maul. Truccato come se fosse andato a na fiera de Cosplay a Ceprano, dovrebbe da mette paura e invece fà ride come quando cantava nella boy band.
Il suo piano è chiaro: da sto buco de culo de città vuole trasformà tutti in vampiri per poi conquistare il mondo…praticamente er Prof senza mignolo.
Dopo sta premessa ecco tutta la schiera de personaggi de contorno che vabbè:
- er prete c’ha paura delle confessioni
- Un poliziotto che sembra uscito da una fiction Rai ma senza ironia
- Il bambino che sa tutto perchè è il nipote di Van Helsing. Uno che grazie ai fumeti sa tutto sui vampiri e finisce pe esse l’unico sveglio de tutto il film, se nun fosse per lui i vampiri vincerebbero solo per noia.
Ovviamente nun spoilero nulla ma tra crocifissi che si accendono come i braccialetti al neon in discoteca, momenti di tensione che durano il tempo di una scoreggia, luci che sfarfallano ovunque e tempi morti da record, te ritrovi davanti a un compitino svogliato dove la paura è un concetto teorico e l’univo vero mostro è la noia.
TITOLI DI CODA: Stefanino meritava di meglio, e pure noi. Un film dove l’orrore invece de fatte tremà te fa sbadiglià, roba che pure Nosferatu avrebbe richiuso la bara e spento le candele. Un piccolo incubo…pe te che lo guardi.
EXTRA: nulla da aggiungere.
Mklane
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