
Nome: Jonas Kahnwald
Segni Particolari: Un K-Way giallo
Attività: Aggiustare il tempo
Periodo di attività: 1888-1921-1954-1987-2020-2053
Io esisto. La mia vita era normale, scorreva come quella di chiunque altro, la scuola, gli amici, una mano da cercare, una farfalla da prendere.
Io esisto. Il dolore che provo ora è lancinante, la perdita, la mancanza, il continuo chiedersi del perché di quel gesto, del perché mi hai fatto questo, del perché ci hai lasciati, fuggendo da qualcosa che ancora non capisco e che forse un giorno capirò.
Io esisto. Perché ora che so, ho la possibilità di rimettere le cose a posto, di ridare un senso al tempo, di cercare di ricucire i pezzi frantumati dell’universo…il mio universo.
Io esisto. Perché sono sporco del terrore del futuro, di quella distruzione dalla quale sto sfuggendo e inseguendo allo stesso modo, sconfitto sempre da quel secondo in più o in meno che non mi fa essere dove vorrei e, sento, dovrei.
Io esisto. Ho la coscienza del mio percorso, del mio essere giovane e vecchio allo stesso tempo, di avere la capacità di curvare gli anni per cercare di curare una breccia piccolissima che non da scampo, intrisa com’è del mistero della nascita e della morte.
Io esisto. Sono morto e risorto, sono stato ucciso e ho ucciso provando, in entrambi i casi, tutto il dolore possibile sulla pelle, quasi fossi stato arso vivo al centro della terra.
Io esisto. Perché tremo, perché ho paura, perché a volte sembra tutto più grande di me facendomi implorare di tornare nell’ignoranza, in quel posto dove mi sentivo protetto e dove il ricordo non era una lama affilata dalla quale sfuggire.
Ma soprattutto Io esito perché ti amo, perché tutto quello che volevo era stringerti la mano senza fretta passeggiando sotto un cielo lacrimante che avesse la delicatezza di accompagnarci e non giudicarci. Un momento eterno nel quale specchiarmi con te e che avesse la capacità di mettere d’accordo mondi e universi diversi, di disintegrare falle e ipotesi. Ora non ho più fretta, non ho più dubbi, non ho più paura, le domande sono diventate risposte, e la pioggia è diventata solo la nostra scala verso le stelle e verso il ricordo del mondo, forse, troppo piccolo per accoglierci. E adesso mentre ci facciamo in tanti piccoli pezzi luminosi verso l’infinito delle possibilità, non staccarmi gli occhi di dosso…perché Noi esistiamo.
Jonhdoe1978
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