
Christopher McCandless (Emile Hirsch) è un ragazzo benestante che, appena dopo la laurea, decide di abbandonare amici e famiglia e di donare ad un’ associazione No Profit il denaro messo da parte per continuare gli studi. Tutto per scappare dalla società consumista e capitalista dove vive e nella quale, ormai, si sente come un pesce fuor d’ acqua.
Parte quindi per un viaggio a piedi verso l’ Alaska, fra gli Stati Uniti ed il Messico del nord, cancellando ogni legame con il suo passato e distruggendo i suoi documenti d’ identità, presentandosi a chiunque incontri con lo pseudonimo di Alexander Supertramp.
Durante il lungo viaggio, incontrerà sulla sua strada numerosi personaggi: la coppia di Hippie Jan (Catherine Keener) e Rainey (Brian H. Dierker) Burres, l’ agricoltore del Dakota Wayne Westerberg (Vince Vaughn), la giovane cantautrice Tracy Tatro (Kristen Stewart) e l’ anziano e scontroso Ron Franz (Hal Holbrook). Da tutti loro riceverà la formazione necessaria per proseguire il suo viaggio nelle “Terre selvagge” ed al contempo riuscirà a cambiare radicalmente la loro vita, attraverso il suo messaggio di libertà e amore fraterno.
E’ complicatissimo per il sottoscritto riuscire a racchiudere questo film in una recensione che non rischi di risultare troppo “intimista” e soprattutto interminabile e verbosa.
La storia tratta e sfiora un’ infinità di argomenti: la grande bellezza della natura inesplorata, la libertà di vivere senza regole e/o schemi, la ribellione esistenziale, il rapporto conflittuale genitore-figlio, la genuinità del conoscere nuove persone di diverse estrazioni sociali e culturali, la perenne contrapposizione fra la sfrontatezza dei giovani e la mite rassegnazione degli adulti…ed a voler andare a catturare ogni piccola sfumatura, l’ elenco diventerebbe ancora più lungo.
La pellicola è riuscita comunque a diventare una sorta di Cult per un’ intera generazione, molto probabilmente per l’ intenso messaggio che Sean Penn è riuscito comunque a comunicare, senza risultare banale, con una straordinaria leggerezza e che risulta di forte seduzione soprattutto sul pubblico più giovane.
Una eccezionale fotografia ed una sapiente alternanza di lente sequenze su paesaggi di straordinaria e impattante bellezza con scene più avventurose, prende costantemente per mano lo spettatore e non lo abbandona mai per tutto il viaggio, lasciandolo immedesimare nei panni del protagonista. Il tutto accompagnato dalla musica e dalla profonda voce di Eddie Vedder , creatore dell’ intera colonna sonora…indiscutibile ciliegina sulla torta del film, insieme alla voce narrante di Carine McCandless (Jena Malone), la sorella di Christopher, efficace aiuto per una più facile e rapida comprensione del profilo del fratello.
Tutti i dialoghi sono disseminati di perle di saggezza ed insegnamenti, destinati sia al pubblico più giovane che a quello più adulto. Si fa fatica infatti ad essere sempre d’ accordo con l’ integrità di pensiero e le scelte di Christopher e si finisce a volte per schierarsi con uno fra i tanti diversi personaggi incontrati lungo il suo cammino che però, in ogni occasione, finiscono comunque per mostrare affetto nei suoi confronti.
L’ ultimo messaggio “La felicità è reale solo se condivisa”, lasciato realmente da McCandless nel suo diario personale (perché non ci dimentichiamo mai che il film è tratto da una storia vera), è l’ ultima chiave interpretativa con cui Penn saluta lo spettatore: solo, spaventato e con un pensiero rivolto ai suoi cari, lasciati a consumarsi dal dolore per il suo allontanamento. Una sorta di redenzione arrivata (purtroppo) troppo tardi che ha il sapore di monito, ma che in realtà arriva solo dopo aver messo in risalto le reali motivazioni che hanno spinto il ragazzo ad intraprendere questa sfilza di scelte estremamente “radicali”…un estremo bisogno di gridare al mondo il proprio disgusto verso la corruzione, il controllo e l’ ipocrisia su cui si fonda l’ attuale società e quella disperata ricerca di genuinità e libertà a cui tutti…TUTTI…abbiamo provato ad ambire almeno una volta nella vita.
Alessandrocon2esse























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