
Chiunque abbia passato almeno un giorno davanti alla TV durante gli anni ’80, non può non ricordare la serie Il mio amico Arnold, con protagonista il mitico Gary Coleman.
Forse in molti non conoscono però la tragica storia di Dana Plato, che nella serie interpretava Kimberly Drummond, la sorellastra di Arnold e Willis Jackson (Todd Bridges).
Già dedita all’alcool durante l’adolescenza, rimase incinta a diciannove anni appena compiuti, durante la quinta stagione della serie e, proprio in virtù della sua instabilità, la produzione iniziò pian piano a mettere ai margini il suo personaggio, con sporadiche apparizioni, fino a cancellarlo definitivamente.
Dopo il licenziamento, le voci cominciarono a circolare nell’ambiente e non riuscì più a rifarsi una carriera, finendo travolta in un vortice di alcool e droghe pesanti, riuscendo a trovare solo qualche ruolo in pellicole Soft-Core e pornografiche, arrivando addirittura a posare nuda per Playboy, dopo essere stata per anni uno dei volti angelici più conosciuti d’America.
Rimasta senza soldi ed in piena crisi di astinenza da droghe, la Plato rapinò una videoteca nel 1991. È rimasta storica la chiamata della cassiera alla polizia che recitava così: “Sono appena stata rapinata dalla sorella di Arnold”. L’anno successivo venne arrestata per aver falsificato la prescrizione per un ansiolitico e poco dopo le venne tolta la custodia di suo figlio Tyler.
Fu trovata priva di vita nel 1999, sul pavimento della roulotte del suo compagno dell’epoca, stroncata da un’overdose di farmaci tranquillanti.
Ti è piaciuta la recensione? Seguici anche su Instagram e Facebook























Lascia un commento