
Ci sono film che andrebbero visti. Altri che potrebbero regalarti un posto all’inferno. Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntate de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: Prega te che prego io
TRAMA: Ma quale trama? Questo non è un vero e proprio “dimenticabile”, perché se lo vedi di sicuro non lo scordi più. Ti entra nell’anima, gli dà fuoco e piscia allegramente sulle sue ceneri. Nonostante la premessa satanica, è un film cristiano, perché non so a quale cristo sia venuto in mente di fa na roba del genere. Genere? Ma quale genere…qui andiamo oltre.
Gigione, detto anche Gigione, è un noto cantante neomelodico napoletano e padre di famiglia come pochi altri. Infatti per mantenere la moglie e le escort parte in tourneè. Prima di andare fa la predica al figlio “Studia, pensà a mammà, e non finire in quei giri di camorra che ti fanno fare le corse clandestine!”. Il pupo, tale Jò Donatello (pensavo Giggietto) visto da dietro sembra un bel donnino, da davanti invece è proprio Jò Donatello. Con quella chioma, con quel savoire faire, tutte le donne cieche impazziscono.
Per seguire il consiglio di papà, in una Napoli deserta che pare Mad Max, becca n’amico co du troioni antichi. Decidono di andare al ristorante, e durante il tragitto in macchina una delle ragazze rimane affascinata dal bel Jò “Maronn come guidi, che bel cambio, si megl’ e Vin Diesel”. Oltre che professionista delle chicane, Jò è un latin lover e canta mejo de Gigliola Cinguetti. Così lui canta ma la pupa è triste. Lei dice na cosa che il film potrebbe chiudersi qui, o meglio, roba da buttà er televisore:
“Penso a tutta quella gente che soffre e combatte per la libertà”
Dopo 10 minuti questa se n’esce così. E per rispetto de sta perla, e del titolo del film, mando avanti veloce: la pupa se innamora de Jò, lo presenta al boss Don Franco, je dice che è mejo de Vin Diesel, e Jò inizia a gareggiare alle corse clandestine. Gigione torna perché nun vole che er fijo diventi pelato come Vin Diesel. Parte co un pullman di pellegrini diretto al santuario di Padre Pio. Talmente che cantano le canzoni de Gigione (altro che Padre Nostro) che accade il miracolo: dalle acque sorge la bellezza soave di Jò Donatello che abbraccia il papà. “Scusa papà, ho fatto una cazzata”. Eh no, a cazzata l’avete fatta a fa sto film.
TITOLI DI COSA: 40 minuti dove ti passerà tutta la vita davanti, come a Bruce Willis in Armageddon. Nessun asteroide si frantumerà, semmai solo i tuoi coglioni. Il vero miracolo è se riuscirai ad arrivà fino alla fine senza aver avuto visioni mistiche.
EXTRA: “Penso a tutta quella gente che soffre e combatte per la libertà”.
Mklane
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