
La produzione di The Batman di Matt Reeves, ultimo (per il momento) capitolo cinematografico incentrato sul supereroe della DC Comics, è stata costellata da numerosissime interruzioni legate alla pandemia, tra cui una dovuta alla positività al COVID-19 dello stesso protagonista Robert Pattinson.
In una recente doppia intervista rilasciata da Reeves e Pattinson al periodico Variety, il regista, conosciuto per la sua attitudine a sedersi il più vicino possibile alla camera, ha confessato di detestare il forzato isolamento fisico dai suoi attori e, soprattutto, dal suo protagonista.
Reeves e Pattinson, per tutta la durata delle riprese, sono stati dotati entrambi di auricolare e microfono per consentirgli di comunicare sul set, nonostante le restrizioni preventive previste dalla legge.
Reeves ha però manifestato stupore per l’effetto particolare dovuto alla nuova tipologia di lavoro:
“Siamo sempre stati direttamente connessi, ed è strano, perché eravamo anche fisicamente distanti. Potevo parlargli a bassa voce, eravamo l’uno nella testa dell’altro.”
Lo stupore del regista si è poi trasformato visibilmente in meraviglia, quando Pattinson ha raccontato di alcuni momenti durante i Ciak in cui, mentre le camere continuavano a girare, il microfono del regista fosse rimasto acceso in modo accidentale:
“Potevo sentire le sue piccole reazioni. Quando c’era una scena carica di tensione, sentivo improvvisamente il suo respiro accelerare. A volte era anche parecchio fastidioso, ma in altri casi mi è davvero piaciuto ascoltare la sua reazione in tempo reale. Non ero mai stato così vicino alla percezione che un regista ha di ciò che sto facendo, prima di recitare in The Batman. È stata un’esperienza stranamente intima.”
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