
Nome: Dwight Schrute
Segni Particolari: Nerd
Attività: Venditore presso la sede di Scranton della Dunder Mifflin Paper Company
Periodo di Attività: Dal 2005 al 2013
E’ l’anarchia sotto forma di legge.
Praticamente impossibile non innamorarsi dell’evoluzione del personaggio di Dwight Schrute, all’interno delle nove stagioni di The Office, Serie TV in stile “falso documentario” ideata da Ricky Gervais e Stephen Merchant e “remakata” oltreoceano dalla NBC.
Magistralmente portato sullo schermo da Rainn Wilson, il miglior venditore della Dunder Mifflin si presenta nel modo peggiore possibile allo spettatore, per poi rapirne del tutto il cuore con il passare delle puntate.
Scontroso, arrogante, antipatico, misogino, pignolo e con quell’aria perenne da secchione sfigato.
Appassionato di armi, di Star Wars, Second Life e Battlestar Galactica, ma anche di paintball e karate, attività dove può primeggiare perché è l’unico adulto fra i ragazzini di Scranton. Fa il poliziotto volontario, possiede una piantagione di barbabietole in un parco aziendale e gestisce un Bed&Breakfast insieme a suo cugino Mose Schrute…ma giuro che ha anche dei difetti.
Adulando di continuo il suo eccentrico boss Michael Scott (Steve Carrell), si è guadagnato ufficialmente il titolo di Assistente “AL” Direttore Regionale, una carica inesistente inventata da quest’ultimo per provare a scrollarsi la faccia di Dwight francobollata al suo didietro. Riuscirà persino ad essere promosso ad Assistente Direttore Regionale e, solo alla fine dell’ultima stagione, a coronare (meritatamente) il suo sogno di diventare Manager della sede di Scranton della Dunder Mifflin.
Uno spirito del XIX° secolo incastrato con la forza nel XXI° secolo, con discendenze tedesche (palesemente naziste) ed amish che gli hanno imposto particolarissime tradizioni familiari a cui lui tiene tantissimo.
Ma è nel rapporto di odio/amore nei confronti del suo collega e rivale Jim Halpert (John Krasinski) che Dwight mostra la sua vera “scintilla”. Una escalation di burle e scherzi sempre più cattivi, di cui Dwight è quasi sempre vittima, ma che al pubblico risultano sempre e comunque mai oltre il limite…semplicemente perché “quel limite” Dwight lo sorpassa perennemente con le sue azioni distruttive da vigilante della sicurezza, al limite del meschino.
L’umorismo e le azioni del personaggio di Dwight hanno costantemente un retrogusto di “orrore”. Stargli vicino significa, quasi sempre, rischiare di diventare un danno collaterale. Dwight parla “affettuosamente” del suo nonnino di 103 anni scappato dalla Germania in Argentina, abusa del suo status di vicesceriffo “volontario” per sottoporre i colleghi ad un test antidroga, racconta di aver sparato ad un licantropo che però si era già trasformato nel cane del suo vicino…ed è solo la sua mancanza di abilità fisiche e sociali che lo rende bersaglio delle battute e degli scherzi dei colleghi e, di conseguenza, “sopportabile” per lo spettatore che classifica le sue azioni come divertimento.
Dwight Schrute: Un ipocrita che pensa di essere un eroe. Come se ne vedono purtroppo tanti in giro e che, per fortuna, è solo un personaggio di una Serie TV da cui bisognerebbe però imparare tanto…soprattutto a prendere le distanze da quelli come lui, insensibili all’umanità degli altri e nostalgici convinti che in un’epoca passata, avrebbero potuto avere più potere e consensi.
Alessandrocon2esse
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