
Nome: Dr. Gregory House
Segni Particolari: Misantropo, Cinico e Burbero
Attività: Medico a modo suo
Periodo di attività: 2004-2012
La mano sicura va a prendere il bastone esattamente nella sua metà e questo per permettere allo stesso di essere roteato alternativamente di 180 gradi a destra e a sinistra mentre la pallina da tennis, messa inizialmente nell’incavo della presa, sbatte a intervalli regolari sul muro. Poi un lampo, lo sguardo che dal basso va dritto in camera, tutti gli elementi ora sono al loro posto: Gregory House ha risolto un altro caso e salvato un’altra vita.
Introverso, cinico, arrogante, scostante, irriverente, indisponente e genio, il dott. Gregory House è uno dei più bei controeroi mai pensati. La sua figura è l’emblema dell’estremizzazione del concetto di maschera, di non mostrare prima al mondo e poi a se stessi, i lati più nascosti e le paure più profonde della proprio anima. E’ l’attaccare per non essere attaccati rifugiandosi nella genialità delle conoscenze e delle intuizioni. E’ il nascondere il proprio io in una bolla di misantropia borderline nella quale apparentemente, non c’è posto per nessuno. La droga è il mezzo di stacco, la giustificazione apparente dei propri limiti, l’amico traditore dal ghigno felice che continua a tenerti la mano mentre non smette di mentirti.
Ma dietro a tutto questo c’è un mondo spaventato, ferito e dal quale ha deciso di estraniarsi per evitare di sentire ancora il sale sopra i tagli. Ogni tre passi indietro ne fa uno in avanti giusto per assaporare il senso di giustizia che sente essergli stato negato insieme al voler, almeno per un attimo, scrollarsi di dosso quel velo di solitudine che spesso vuole vestire.
Il suo indubbio magnetismo nasce da questo: dalla debolezza dietro la sicurezza, dalla baldanza oltre l’accettabile e dell’inarrivabile genio senza schemi in un mondo, quello scientifico, spesso codificato.
Il suo io nell’arco delle otto stagioni viene più volte sgretolato e ricostruito, nella continua ricerca di una dimensione nuova e coerente, nonostante ormai lontana a quella che era nella sua giovinezza. Il tentativo, in questo continuo mutare, è provare ad accettare l’evento scatenante, l’incidente che inconsciamente non ha mai compreso e con il quale molto spesso, non è riuscito neanche a convivere. Ma poi alla fine pezzetto dopo pezzetto, ritrova l’anima di una volta riuscendo a rifarla brillare con continuità e non solo per pochi attimi come è spesso avvenuto.
Un’aura improvvisa per la quale stravolge la sua vita, abbandonando il luogo dove ha dipinto verità e giustizie per seguire Wilson, il suo AMICO, oltre che la sua coscienza, verso la sfida più difficile dove l’unica cosa da fare, benchè fondamentale, è stringere la mano e asciugare la fronte. Un annullarsi per riscoprirsi, un morire per rinascere, un lasciare fuori gli ingarbugliati incastri mentali per concentrarsi sulla strada e l’amore.
C’è stato un momento in cui gran parte del mondo si è sentito medico. Ho assistito e partecipato a discussioni sul rush e sulle malattie infettive senza aver nessuno dei partecipanti alcuna conoscenza specifica e questo quale diretta conseguenza della passione e del trasporto con cui, in particolare, House ci ha portato in questo mondo. Un mondo brillante, sofferto e vicino e nel quale ognuno di noi è riuscito in un modo o nell’altro a trovare pezzi della sua storia.
Jonhdoe1978
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