
Il personaggio del poliziotto Alex Foley della trilogia di Beverly Hills Cop inaugurata da Martin Brest era stato inizialmente pensato per un attore bianco.
Il primo nome contattato fu quello di Mickey Rourke, il quale firmò anche un contratto d’esclusiva per il film, ma preferì poi sottrarsi al progetto per dedicarsi a Il Papa del Greenwich Village di Stuart Rosenberg.
Il ruolo venne quindi offerto e rifiutato a numerosi attori, tra cui anche Al Pacino e James Caan, fino a quando non proposto a Sylvester Stallone, il quale accettò “solo” a condizione di poter fare delle modifiche al personaggio ed alla sceneggiatura.
A parte proporre l’allora moglie Brigitte Nielsen per un ruolo nel film, una delle modifiche riguardava il finale che, secondo Stallone, avrebbe dovuto concludersi con un inseguimento tra il cattivo Victor Maitland (Steven Berkoff) a bordo di una Lamborghini, mentre lui avrebbe guidato una Pontiac GTO turbo, con Victor che finiva ucciso dopo essersi schiantato contro un treno in arrivo.
Le proposte non trovarono d’accordo però i produttori che preferirono dunque congedare l’attore, sebbene mancassero solo due settimane all’inizio delle riprese.
Ed è soltanto a questo punto che entrò in gioco la stella del Saturday Night Live Eddie Murphy che, fino a quel momento, aveva girato solo 48 ore di Walter Hill e Una poltrona per due di John Landis. Fu lo stesso Murphy ad esprimere interesse a recitare il ruolo del protagonista e, dopo un incontro con i produttori, questi modificarono massicciamente il personaggio di Foley affinché potesse adattarsi meglio alla personalità di Murphy.
Stallone, solo due anni dopo, utilizzò alcune delle sue idee nello script per girare Cobra.
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