
Nel 1991 usciva nelle sale cinematografiche Point Break – Punto di rottura, pellicola iconica diretta da Kathryn Bigelow con protagonisti Patrick Swayze e Keanu Reeves.
Il film deve il suo titolo definitivo ad un termine del gergo peculiare del Surf, sport praticato dalla banda di rapinatori col volto nascosto dalle maschere degli ex presidenti americani, ma inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Johnny Utah come il nome del personaggio di Reeves, per poi trasformarsi in Riders on the storm come la famosa canzone dei Doors e diventare, solo a metà delle riprese, il riferimento al punto dove il fondale diventa roccioso nei luoghi dove si pratica la disciplina sportiva.
Entrambi sportivi ai tempi del college, sia Swayze che Reeves decisero di girare in prima persona più scene possibili sulla tavola da surf. Si allenarono quindi per più di due mesi, insieme anche alla protagonista femminile Lory Petty, sull’isola di Kauai nelle Hawaii sotto la guida dell’ex surfista professionista Dennis Jarvis e, nonostante ciò, durante la ripresa di una delle scene in acqua Swayze riuscì a rompersi tre costole.
Non contento, il recentemente defunto attore di Houston, si batté contro la produzione per realizzare personalmente anche le scene di Skydive, essendo un appassionato di paracadutismo. Nel corso delle riprese effettuò, senza controfigura, un totale di cinquantadue lanci.
A questo punto potrebbe sembrare una barzelletta, ma è invece lo stuntman Scott Wilder (e non Swayze) ad indossare la maschera di Ronald Reagan durante la stupenda sequenza dell’inseguimento “a piedi”. Il motivo? Nessun infortunio. Durante le riprese di quella scena Swayze non era presente sul Set, poiché impegnato in Europa per il tour promozionale di Ghost – Fantasma di Jerry Zucker.
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