Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: tira tu che tiro io
TRAMA: questa è una storia piena de cocaina, dà effetti allucinogeni perchè tagliata troppo fina. Ricordo che quando è uscita la notizia di questo film gli altri due di Cineastio mi hanno pregato di recensirlo. Purtroppo il tempo passa, i bimbi non crescono e così ti ritrovi su un volo Londra-New York dove tra i film disponibili c’è proprio lui…e solo quando finisce la visione inizi a chiederti “Se solo lo avessero visto quei due disgraziati, si sarebbe incazzati come me? O me l’hanno detto solo per un senso masochistico della serie “dai facciamogli perdere un’ora e mezza della sua vita”?
Appena finito mi sono alzato e ho fatto l’amore con la hostess (ah no, quello è stato dopo la visione di Super Mario). Quindi, appena finito ho pensato subito “La regista ha sprecato un’occasione grande quanto un grizzly”. Purtroppo Cocainorso è proprio questo, un film che poteva essere talmente folle da essere ricordato negli anni per poi essere proiettato nel parco della Maiella ogni santo giorno, solo per ricordare a tutti che è meglio lasciare un pacchetto di caramelle che un panetto di farina agli orsi! Roba che per l’ora successiva sono stato a pensare a che tipo di approccio poteva avere, mi veniva pure da riscrivere la sceneggiatura…fino a quando l’hostess non mi ha rifilato 2 birre pregandomi di scrivere qualcosa di sensato.
C’è un trafficante di droga su un’aereo pieno di bamba, e no, non è Tom Cruise. Forse voleva provare com’era buttarsi strafatti con il paracadute, così si lancia, il paracadute non gli si apre e via con la frittata. Il bello è che prima di lanciarsi in questo gesto eroico, aveva pensato bene di liberarsi di qualche panetto di cocaina, che fatalità finisce nel bosco, o meglio, direttamente nelle narici di un orso. Dato che “è tratto da FATTI realmente accaduti” la storia è talmente vera che oltre al trafficante è morto pure l’orso. Invece la regista pensa bene di mostrarci gli “effetti della droga sugli orsi” ma non prende tutto così alla lettera perchè apparte l’orso in CGI agli attori sembra gli venga da ridere ogni due secondi…come a non voler prendere minimamente sul serio quello che gli sta accadendo intorno.
Parliamoci chiaro, in alcuni momenti quest’orso strafatto sembra Jason Statham in Crank: calci rotanti che fanno volare la gente, salti chilometrici sulle ambulanze, agguati nell’ombra, roba che gli manca giusto un coltello tra le mani ed è pronto per il nuovo film dei Mercenari. La doccia fredda arriva quando strafatto cade di peso su un attore e quello è costretto a dire “ho la sua vagina sull’orecchio”…e da qui in poi ti cadono letteralmente le palle.
E in tutto sto patatrac l’unico che sembra crederci è Ray Liotta, salvo poi avere un’incontro con i due figli tossicodipendenti della CocainorsA.
TITOLI DI COSA: questa pellicola in alcuni momenti mi ha fatto pensare a quella su Tonya, ma solo ed esclusivamente per i tagli di capelli dei vari protagonisti, figure che ai fini della trama non servono a nulla, o meglio, sono solo caricature colorate in mezzo al verde della foresta. Un dimenticabile che non mi ha fatto ridere ma solo incazzare, perchè se fosse stato tagliato in un’altra maniera sarebbe stato merce pregiata. Campagna marketing perfetta per un film senza sostanza…purtroppo non ce la faccio a non scriverlo quindi sentite questa:

Film per famiglie, magari prodotto dalla Disney così lo rendiamo pure inclusivo e via con gli stereotipi di genere. Un gruppo di amici insieme a Ernesto, il loro fedelissimo orso ammaestrato poiché portato via da un circo in cui veniva violentato da un iguana, partono per un picnic nei boschi. È la prima volta che Ernesto si trova nel suo habitat naturale, portato via da lì a favore del grigiore milanese. Tramonti, flashback, tuffi a bomba nei laghetti, sbronze davanti al fuoco, fino a quando la zecca del gruppo non parla dei suoi problemi, che per superarli ogni tanto fa affidamento alla bamba, una polverina che gli fa passare tutti i problemi. Ovviamente Ernesto non ha mai provato cose dal genere ma c’è sempre una prima volta per tutto, così una sniffata ed Ernesto diventa una macchina omicida e buona visione (volendo si possono usare le riprese alla Sam Raimi mentre si inseguono i malcapitati, e mi raccomando, introdurre la casa nel bosco e il cliffhanger finale per riportare Ernesto a uno stato di normalità: una favola di Winnie The Pooh).
EXTRA: nulla da aggiungere.
Mklane
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