
Sono già passati 10 anni da quando un infarto si è portato via il “Gigante Buono” del cinema Michael Clarke Duncan.
Con i suoi 2 metri di altezza per oltre 150 Kg di peso, fu corteggiato sin da giovane da numerose squadre di football americano, ma l’iperprotettiva madre gli vietò di praticare qualsiasi forma di sport.
Fu ingaggiato da Will Smith come guardia del corpo e debuttò davanti alla telecamera in un episodio di Willy, il principe di Bel-Air, la fortunata Serie TV con protagonista proprio l’attore di Filadelfia.
Di seguito, in virtù della sua enorme mole, fu utilizzato come caratterista in moltissime pellicole ed ottenne il ruolo più rappresentativo della sua carriera, quello del condannato a morte John Coffey ne Il miglio verde, sotto suggerimento di Bruce Willis che lo propose per la parte dopo aver lavorato con lui in Armageddon – Giudizio finale.
Durante i suoi funerali a Los Angeles, il suo carissimo amico Tom Hanks raccontò un esilarante aneddoto riguardante l’adolescenza di Duncan ed il particolare rapporto con sua madre:
“Duncan da ragazzo viveva a Chicago e provò ad entrare in una gang del suo quartiere che come marchio distintivo aveva un ciuffo di capelli tinto di rosso. Si sottopose al rito di iniziazione che consisteva nel farsi prendere a botte per venti minuti. Superato il rito, fu accettato nella banda ed i capi gli tinsero il ciuffo di rosso. Tornato a casa, trovò sua madre che cucinava e cercò di attirare la sua attenzione. Alla domanda sull’origine della ciocca, aveva risposto che ora faceva parte di una gang. La madre in silenzio prese la padella con cui stava cucinando e lo colpì in testa, urlandogli di farsi prestare le forbici della sorella e di tagliarsi subito il ciuffo. Lo fece in lacrime e poi la madre lo mandò dalla banda a dire che non ne avrebbe più fatto parte. Arrivato dai ragazzi gli disse “La mamma non vuole che io faccia parte della gang”. A quel punto gli chiesi “E loro cosa ti hanno detto?”…“Mi hanno picchiato di nuovo!”.
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