
Nome: Cecco
Segni Particolari: Schprupuzziunato pe quel che riguadda le dimensioni d’i sesso
Attività: Fornaio
Periodo di attività: 1980
Ventisei anni, butterato, culo molto basso, alito agghiacciante (tipo fogne di Calcutta), una montagna di capelli neri e crespi, sopracciglia folte almeno quanto i suoi mustacchi, volgare, rozzo, ignorante, spavaldo, spietato, senza scrupoli e con uno spiccato accento da “terruncello”.
È questo il profilo di Cecco il fornaio, nipote di zio Antonello (a cui bisogna rivolgersi per conti e/o fatture) ed intramontabile personaggio di Fantozzi contro tutti, terzo capitolo della saga incentrata sulle vicende celebre ragioniere Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio) che, nonostante gli indiscussi “vizi” estetici e comportamentali, grazie al suo sorriso che ammorbidirebbe anche il pane più duro e alla sua ruffianeria, è riuscito addirittura a diventare una contesa “attrazione sessuale” per tutte le massaie del quartiere Testaccio…compresa la signora Pina Fantozzi (Milena Vukotic), moglie del ragionier Ugo.
Interpretato dal simbolo del “Terrone inurbato a Milano” Diego Abatantuono, quello di Cecco è forse l’icona di come nel cinema anche un personaggio secondario, con quattro/cinque pose ed una manciata di battute, possa conquistarsi perpetuam rei memoriam ed essere citato, imitato e rivangato continuamente a distanza di più di quarant’anni.
Da “Che ci do’ occi? Vuole i schfilatino, o ci do’ tutto i filone?” a “Pe i conti se ne occupa mio zio Antunello…Fiuuuuu!”, passando per “Esci na foto de mostro…cacciala. Che ci frega, fa passà na bella serata a questa gente…non si divettono mai, sempre chiusi dentro ne loro cuscio” e l’illustre motivetto “So’ diabbolico nell’amplesso, shcprupuzziunato pe quel che riguarda le dimensioni d’i sesso…e se trovo la tonna adatta, me la ciuccio come un’aracoschta”, Abatantuono è riuscito a ritagliarsi un inamovibile insediamento all’interno delle comuni chiacchierate tra amici al bar o in ufficio.
Per non parlare del fatto che, nonostante alle spalle di Cecco e dei suoi comportamenti Villaggio abbia provato a mettere in luce alcune dinamiche di potere e di furbizia, che caratterizzavano certe figure tipiche del contesto sociale e culturale di quegli anni e che, nel particolare e folle periodo che stiamo attraversando il suo personaggio verrebbe tacciato (come minimo) di bullismo e molestie, i Social sono comunque stracolmi di meme con la sua immagine e le sue frasi più iconiche ed è ad oggi costante il pellegrinaggio presso il panificio dove furono girate le sue scene (oggi si chiama La contea del pane) per fare foto e selfie…e questo la dice già lunga sulla sua popolarità.
Un personaggio nato per puro caso e in gran parte frutto della creatività di Abatantuono che, come da lui stesso dichiarato durante un’intervista a Elisabetta Villaggio, figlia del compianto attore genovese, ha scritto tutto ciò che dice nel film: “Parole come sfilatino o splendida splendente facevano già parte del mio repertorio ed erano perfette per un personaggio così orribile e volgare. Paolo me l’aveva descritto per sommi capi, spiegandomi che era un panettiere rozzo…una merda umana e che la moglie di Fantozzi si sarebbe innamorata follemente di lui, al punto di riempirsi la casa di pane. Al resto ci ho pensato io.”
Alessandrocon2esse























Lascia un commento