
Prima che la Warner Bros. assegnasse la regia di Harry Potter e la pietra filosofale a Chris Columbus, la casa di produzione e distribuzione statunitense flirtò a lungo con Steven Spielberg, al quale propose di dirigere l’intera saga cinematografica, nata dalla penna della scrittrice britannica J.K. Rowling.
Durante una recente intervista, il regista di Cincinnati ha spiegato i motivi dietro il suo rifiuto, che pare non riguardassero esclusivamente motivi personali come da dichiarazione della Warner (Spielberg ha rinunciato a numerosi grandi progetti durante la sua carriera, per poter stare vicino alla moglie ed i figli), ma che fossero anche legati a “divergenze” tecniche.
Ha raccontato che avrebbe preferito fare un film d’animazione e far doppiare Harry a Haley Joel Osment, bambino prodigio del cinema che aveva da poco diretto in A.I. – Intelligenza Artificiale, ma sia la produzione che la stessa Rowling non la vedevano allo stesso modo, portando così le strade di Spielberg e del maghetto di Hogwarts a separarsi definitivamente.
Spielberg ha inoltre parlato di una mancanza di stimoli. Ai microfoni di Reliance Entertainment ha dichiarato che, a suo parere, c’erano molte aspettative di profitto nel realizzare il film, ma che questo modo di fare soldi sarebbe stato come “Sparare ad anatre in un barile. Come fare una schiacciata. Come ritirare un miliardo di dollari e metterli nel proprio conto bancario. Non c’è nessuna sfida.”.
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