
Che Terry Gilliam fosse una fra le menti più talentuose ed apprezzate del panorama cinematografico è risaputo. Ci ha regalato risate a crepapelle per più un ventennio come membro dei Monty Python’s e si è conquistato rispetto come regista, con la direzione di capolavori del calibro di Brazil e La leggenda del re pescatore.
Già nel 1995, però, Gilliam era diventato uno dei registi più ricercato fra gli stessi divi di Hollywood, tant’è che gli stessi davano mandato ai propri agenti per accaparrarsi anche ruoli secondari nei suoi film.
Singolare fu l’ episodio avvenuto nel 1994, durante i casting per le riprese de L’ esercito delle 12 scimmie.
A causa di uno sforamento del budget per la realizzazione di Waterworld, la Universal si dimostrò abbastanza riluttante ad investire nuovamente vagonate di milioni di dollari, per un film di fantascienza. Stanziò quindi un tetto di $30.000.000, con la categorica clausola di non sforarlo per nessuna ragione al mondo.
Tecnici ed operatori a parte, pur di lavorare per il film (e soprattutto con Gilliam), l’ intero Cast artistico decise di ridurre in modo consistente il proprio cachet, un Cast che vedeva (fra gli altri) i nomi di Brad Pitt, Madeline Stowe, Christopher Plummer, David Morse e Bruce Willis.
Quest’ ultimo in particolare, già scartato precedentemente da Gilliam per un ruolo ne La leggenda del re pescatore, si accordò con il regista e la produzione per essere pagato solo ed esclusivamente dopo l’ uscita in sala del film, per non gravare sullo striminzito (si fa per dire) budget con il suo alto cachet, tranquillo e convinto del sicuro successo che il film, a suo dire, avrebbe avuto.
Ci vide lungo insomma: il film incassò circa $170.000.000 in tutto il mondo.























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