
E’ ormai consuetudine per registi e produttori, appena un film abbia avuto un minimo di ritorno al botteghino, pensare immediatamente a un sequel, se non ad una trilogia. In alcuni casi, con delle buone intuizioni, la cosa può essere giusta e interessante ma, purtroppo, nella maggior parte dei casi si tratta di una pessima idea.
E’ martedì 19, Ryan (Phi Vu) si sveglia nella sua auto e conduce normalmente la sua giornata per poi essere ucciso, anche questa volta da una persona con la maschera da bambino, quasi al termine della stessa. Si risveglierà di nuovo nel medesimo giorno, entrando nello stesso loop di Tree, la protagonista del film precedente Auguri per la tua morte. Quest’ultima, a cui Ryan racconta tutto, si offre di aiutarlo, ma un sovraccarico di Sissi, la macchina “rallenta tempo” che lo stesso Ryan sta costruendo insieme a due amici, riporta Tree a lunedì 18 e quindi di nuovo nella stessa situazione del primo capitolo.
Ancora Auguri per la tua Morte non ha più nulla a che vedere né con il thriller né con l’horror, ci troviamo di fronte ad una commedia vera e propria, con una vena romantica al suo interno. Prima di evidenziare tutti i limiti di questo film è necessario fare una premessa: il tentativo di spiegare il motivo dei Loop temporali è stato coraggioso e in fin dei conti neanche così “malaccio”. Concentrare, infatti, la prima parte del film sul funzionamento della suddetta macchina del tempo è stata un’idea particolarmente acuta, soprattutto perché inaspettata e fuori dal concetto generale della storia.
Le differenze tra i due piani temporali ha reso possibile l’approfondimento dei personaggi, soprattutto di Tree e delle sue debolezze, continuando e approfondendo ancor di più il cambiamento interiore e di comportamento iniziato nel primo film.
Devo essere onesto, per quasi un’ora ho ritenuto questo secondo capitolo superiore al precedente, la storia era ben pensata, e la sovrapposizione delle due realtà sulla base di quello che si ha nell’una e quello che si ha nell’altra era intrigante, oltre che romantica. La scena fra Tree e la madre, morta nell’altra realtà, è stata intensa nel modo giusto, è riuscita a toccare le corde senza diventare stucchevole o romanzata. Stessa cosa affrontando il tema amore, ribadendo, anche se in piccola parte, un concetto molto chiaro, il tempo e lo spazio in determinate situazioni hanno un valore relativo e difficilmente confezionabile.
Purtroppo esiste una seconda parte. La mia impressione è che ad un certo punto Christopher Landon, abbia posato la cinepresa e abbia detto a suo cugino di 4 anni di sostituirlo per continuare e finire le riprese. Come detto, va bene virare verso un taglio da commedia sentimentale ma trasformarla in un film grottesco e dalle gag imbarazzanti credo sia un po’ troppo. All’improvviso ci si trova a vedere completamente un altro film con una serie di eventi che poco o nulla hanno a che fare con il buon trend iniziale. Non riesco a capire cosa sia successo agli sceneggiatori, c’è sempre stata, anche in Auguri per la tua Morte, una parte leggera con battute a volte ciniche, a volte divertenti, ma comunque, anche se non sempre incisive, gradevoli e funzionali alla storia.
Comunque brava Jessica Rothe, si destreggia benissimo in tutte le situazioni, drammatiche, brillanti e sentimentali, e riesce parzialmente, a salvare il suo personaggio nonostante il film continui a precipitare nella più bieca banalità accartocciandosi su se stesso. E’ l’unica che mantiene un minimo di decoro tra inseguimenti sconclusionati, assassini improvvisati, punizioni da terza media e esperimenti da piccolo chimico.
Ancora auguri per la tua Morte è uno di quei film che ti lasciano un particolare amaro in bocca, se un’opera è brutta o mediocre per tutta la sua durata lo accetti, ma iniziare con un dolce, divincolandosi anche abbastanza bene su un tema scivoloso come il tempo, per poi finire con un limone acerbo sgretolando tutto, è una situazione assolutamente inspiegabile e inconcepibile. Alle porte è previsto anche un terzo capitolo, tanto per rimanere in tema di quanto detto all’inizio, ed è abbastanza difficile immaginare il risultato, il manico c’è e anche qualche buona idea, basta svilupparla fino alla fine e non solo in parte per poi cadere nelle pieghe di un brutto film di serie B.
Jonhdoe1978
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