Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: Beccati questo
TRAMA: Nell’anno in cui a Everything Everywhere All at Once mancava di vincere solo lo Zecchino d’Oro e il Telegatto, e nell’anno in cui grazie alla sua interpretazione di peso Brendan Fraser è diventato il nuovo Mister Olimpia, esce Anatar.
I miei colleghi di Cineastio, e uso il plurale perché sono due, mi hanno pregato di recensirlo, ho ricevuto chiamata alle due di notte dove sentivo solo “qua, qua”, meme con i nipoti di Zio Paperone e in aggiunta la mia ragazza che indicava la qualunque utilizzando la locuzione “Qui”. Tutti segni di un destino infame, talmente infame che vorrei dire “Ho visto cose che voi umani…” ma una roba del genere mi ha totalmente spiazzato.
Il popolo degli Anatar, umani dipinti come i Puffi e con un becco comprato dai cinesi, hanno finito le risorse poiché il loro imperatore Anitra Wc ha buttato tutti i soldi nel cesso e sono letteralmente nella merda. Il generale Dark Feather, da non confondere con Darth Vader perchè qui mica si prende in giro Guerre Stellari semmai Balle Spaziali, decide di attaccare il pianeta Pandoro perchè pieno di mele da rivendere al mercato nero. Ma la bella pollastra Avia, da non confondere con Aviaria, si oppone perchè prima dell’attacco vorrebbe trovare un bel pennuto da spennare…il problema è che sul pianeta sono fermi al Medioevo e quando arriva trova un rincoglionito di nome Germano con cui farà una frittata.
Posso aggiungere altro? No perchè il regista ha già fatto tutto mostrando: anatre che invece di farsela sotto cagano uova, ogni 2 minuti un gioco di parole sulle anatre e i loro becchi, attori che per entrare nella parte delle anatre hanno seguito un corso con Anthony Serkis ma dato che era in inglese non c’hanno capito nulla e si vede, il dottor Quacknstein che non chiude mai il becco, la principessa Ania che quando diventa umana canta il “Ballo del qua qua”, la dichiarazione di Germano prima della fine “fermi non abbiamo budget per la battaglia”, la cattiveria di Dark Feather che è il più struzzo di tutti, e una serie di scenette che ti fanno storcere il becco.
TITOLI DI COSA: Ci vuole coraggio per fare un film del genere ma ce ne vuole di più per guardarlo. Io di dimenticabili ne ho visti: lunghi, corti, con la sorpresa…ma come questo mai. Sconsigliato al brutto anatroccolo che è in voi.
EXTRA: Non ho mai avuto problemi con le anatre, ma con quelle dai piedi a papera si.
Mklane
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