
Nel vasto panorama delle commedie degli anni ‘90, pochi nomi risplendono con la stessa intensità di quello di Jim Carrey. L’attore, dotato di un viso elastico e di una comicità surreale, si è imposto come una delle icone del genere, conquistando un’enorme fetta di pubblico con le sue performance fuori dagli schemi.
Tra i suoi numerosi successi, spicca il film del 1994 Ace Ventura – L’acchiappanimali, diretto con pochi sforzi da Tom Shadyac, che ha introdotto al mondo il bizzarro e talentuoso personaggio di Ace Ventura, un eccentrico detective per animali scomparsi e/o rapiti interpretato magistralmente da Carrey.
L’enorme successo del primo film ha inevitabilmente portato alla produzione di un sequel, intitolato Ace Ventura – Missione Africa, uscito l’anno successivo e diretto stavolta da Steve Oedekerk.
Inizialmente riluttante a riprendere il personaggio, Carrey si trova ancora una volta immerso in un turbine di situazioni demenziali e grottesche che caratterizzano l’intero film e, nonostante le controversie riguardo alla scelta del regista, che ha visto l’esclusione di Spike Jonze in favore di Oedekerk, il risultato finale è un’esplosione di umorismo che riconsegna al pubblico Carrey nei panni dello “007 della comicità”, con la sua consueta energia e versatilità, dimostrando ancora una volta di essere maestro nell’arte dello slapstick.
L’ambientazione in Africa offre una nuova cornice esotica e selvaggia per le avventure/buffonate di Ace, che si trova alle prese con una serie di situazioni al limite dell’assurdo, diviso tra una variegata fauna esotica ed un paio di tribù aborigene dagli spiccati comportamenti caricaturali. Dagli improbabili flirt con le belle ed illibate indigene, fino a rocamboleschi inseguimenti su monster truck, il film è un susseguirsi frenetico di gag e trovate comiche, con l’aggiunta di qualche momento di azione e suspense che aggiunge una dimensione avventurosa alla follia di Carrey che, con il suo stile postmoderno e la sua capacità mimica straordinaria, porta avanti il personaggio con una carica grottesca che lo rende un vero e proprio cartone animato vivente.

Tuttavia, nonostante l’ilarità delle situazioni e le straordinarie capacità del suo protagonista, Ace Ventura – Missione Africa mostra alcuni limiti nella caratterizzazione dei personaggi (oltremodo stereotipati) e, come successo al suo predecessore, nella coerenza della trama. La sceneggiatura, semplice e per lunghi tratti scontata, appare come una sequela ancor meno coesa del suo recente antenato, ma tutto sommato la sua natura demenziale regala comunque momenti di divertimento fresco e genuino, rendendolo una visione godibile sia per gli appassionati di Carrey, che per quelli del genere. In un’epoca come quella degli anni ’90, dominata da commedie più classiche, la pellicola si distingue per il suo spirito anarchico e per la sua capacità di sorprendere e divertire il pubblico di ogni età.
Accanto a Carrey, il cast offre altre interpretazioni divertenti, con Ian McNeice, nei panni dell’addetto consolare della Nibia Fulton Greenwall, Simon Callow in quelli del raffinato console appassionato di caccia Vincent Cadby, Sophie Okonedo in quelli della principessa Kakati ed altri bravi attori di tutto rispetto, ma è ancora una volta tutto indiscutibilmente affidato sulle spalle (e tutto il corpo), la faccia, i vorticosi flussi verbali e gli exploit acrobatici di Carrey.
In conclusione, Ace Ventura – Missione Africa si può considerare come un’operazione sgangherata a livello di script, con la regia di Oedekerk ancor meno innovativa rispetto a quella di Shadyac, ma che si dimostra almeno efficace nel catturare l’energia frenetica del protagonista e nel creare un universo visivo vivace e colorato. Le risate che regala compensano efficacemente i suoi limiti, grazie soprattutto al talento straordinario di Carrey e alla sua capacità di trasformarsi in un vero e proprio tornado comico.
Un’ultima volta. Almeno nei panni di Ace.
Alessandrocon2esse
Ti è piaciuta la recensione? Seguici anche su Instagram e Facebook























Lascia un commento