
TITOLI DI TESTA: Sotto la capra, la strega balla
TRAMA: A Frosinone, in un tempo che boh, una famiglia che tifa Roma viene mandata via dalla città, perchè ovviamente tifano tutti la Lazio. “Pure quest’anno nun lo vincete o scudetto” e mandano mamma, papà, 4 figli e un neonato in campagna. Ma si sa, le campagne ciociare non sono un posto tranquillo.
Tommasina, la giovane protagonista, si mette a fare bubbù settete al fratellino bebè e manco arriva al secondo bubbù che quello le sparisce da sotto il naso “si e no che parlava, te pare che mo cammina?” Manco il tempo di pensarci che ti fanno vedere il culo rinsecchito di una vecchia che usa il coltellino svizzero per affettare Ciccio Bello e spargerselo addosso (fa bene alle smagliature). A casa tutti tristi, tranne papà, che va a caccia di lupi nel bosco recitando la formazione della Roma dello scudetto pe nun pensacce, Tommasina che rompe le uova e lava i panni pe nun pensacce, e il fratello Caleb che pe nun pensacce pensa solo alle zinne della sorella.
Poi visto che hanno una fame da lupi (e pe forza, so de a Magica) Caleb e Tommasina vanno nel bosco a cercare cibo, ma un coniglio della Lazio li fa dividere, così il fratello trova una casa da dove esce una co 2 zinne così ma con la manicure poco curata (quello quando vede le zinne…). E a metà film già capisci che Tommasina porta sfiga!
Tutti a grattasse che in una notte di pioggia, torna Caleb tutto nudo e malato, e le capre talmente impaurite invece del latte schizzano sangue. I due fratellini piccoli sbroccano e danno della strega a Tommasina così Caleb gli dice “a scemi!” se gratta, recita la formazione della Lazio e muore.
La fattoria diventa una puntata di “Live non è la D’urso” e via con la follia. Papà, nei panni di Jack Nicholson in Shining, chiude in una stalla Tommasina e i fratellini con una capra che sembra una capra. Come se non bastasse, i fratellini vengono spanzati dalla vecchia col culo rinsecchito, la madre fa all’amore co na cornacchia, prima di morì male pure lei, e papà viene incornato dalla capra burina. Tutta sola soletta a Tommasina non gli resta che parlà con la capra che gli fa “era mejo se tifavi Lazio“.
TITOLI DI CODA: Un film che parla di streghe e di come il tifo uccide. Un connubio perfetto se sei un regista ubriaco, questo invece era talmente lucido che ogni inquadratura sembra un quadro, poi arriva Pollock e butta 2-3 schizzi di sangue qua e là. C’è scritto “Horror”, si legge “du palle”.
EXTRA: Io alle streghe non ci credo, ma alla Magica si
Mklane























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