
TITOLI DI TESTA: ma nun era mejo un motorino?
TRAMA: i film post-apocalittici, di solito, sò sempre la stessa storia: deserto, gente sudata, macchine mezze rotte, e tutti che se menano per l’ultima lattina de Coca Zero rimasta sulla Terra.
Ma qua dar titolo The Rover uno pensa: “Sarà na marchetta sulla Land Rover, o tipo un Mad Max co la garanzia estesa”. E invece no. Qui de macchine ce ne stà UNA, manco particolarmente figa ma qua Guy Pearce se la fa fregà come un pollo e da lì parte tutto: un’ora e mezza de disperazione, sangue, polvere…e incazzatura che manco dopo 40 minuti de fila alle Poste.
La trama è semplice semplice: er mondo è andato a puttane, la civiltà è finita, la gente c’ha l’odore de sudore tossico…e a Guy Pearce je fregano la macchina. Fine. Cioè no, il film continua, ma l’idea è quella: Guy che vuole indietro la macchina come fosse suo figlio. Manco fosse nuova. Manco fosse un SUV. Manco fosse una Panda a metano che oggi vale oro.
E perchè cercà sto gioiello, se porta dietro Robertino Pattinson, che qui fa parte della bande dei birbaccioni, uno che sembra sempre sul punto de piagne o de sbavare, non s’è capito quale prima. Però, anche se pare uscito da un centro estivo particolarmente difficile, è l’unico che prova a parlà invece de sparà a tutto quello che si muove.

The Rover, versione italiana
Il film è secco, lento, silenzioso…tipo quando cammini per Tor Bella alle tre de notte e senti che pure le strade te giudicano. Il regista David Michôd te vuole fa sentì la solitudine, il caldo, la terra che te se infila pure nelle mutande…e un’umanità ridotta a “me devi dà indietro le mie cose o te sfascio”. In mezzo a tutto sto casino e a un nano che vive dentro na roulotte, Guy Pearce è monumentale: un Cristo incattivito che non crede più a niente, manco alle rotonde. Pattinson sorprende: finalmente non brilla, non fa er vampiro, non fa er miliardario…fa un povero cojone, ma bene.
TITOLI DI CODA: un film che da un lato è bello teso, c’ha la sua atmosfera, te rimane addosso er senso de fine del mondo fatta co due lire e tanta polvere. Minimale, ma alla fine The Rover è questo: un Mad Max senza macchine fighe, senza esplosioni, senza cromature. Solo due disgraziati, un furto d’auto e la certezza che, alla fine del mondo…l’unica cosa che te rimane addosso è l’incazzatura, soprattutto quando capisci qual’è il motivo per cui Guy rivuole indietro la macchina.
EXTRA: na volta m’hanno fegato
Mklane
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