
Nome: Stanis La Rochelle, pseudonimo di Enzo Facchetti
Segni Particolari: Riesce a correre stando fermo
Attività: Attore
Periodo di attività: 2007 – 2022
Molto poco italiano. Basterebbero queste tre parole in sequenza a racchiudere l’unicità e l’inimitabilità di uno dei talenti meno compresi del cinema nostrano ed internazionale. Quel maledetto italiano che ha sempre limitato le qualità e la versatilità del suo innato talento, a partire da quel nome di cui si riuscivano a pronunciare tutte le lettere: Enzo Facchetti. Una gabbia più che una generalità.
Stanis La Rochelle invece, pseudonimo ispirato al metodo Stanislavskij di cui è un fervido credente e conoscitore, intrappola nella sua libertina ed altisonante musicalità la vera essenza di questo maestro d’arte e di Jujitsu.
Figlio d’arte dell’eclettico Mario La Rochelle (Sergio Fiorentini), Stanis intuisce sin da subito di essere un predestinato del palcoscenico e frequenta quindi la scuola per mimi di Marcel Marceau. Dopo un inizio abbastanza gramo, ma comunque costellato di alcuni successi indimenticabili come Il pugnale di stoffa e Paura nel vigneto, la sua manifesta stoffa trova massima espressione e fiducia nell’idillio artistico con il regista romano di fiction Renè Ferretti (Francesco Pannofino).
La sua magistrale interpretazione del dottor Giorgio Corelli e del suo malvagio fratello gemello Eric Corelli ne Gli occhi del cuore 2, ha rivoluzionato il mondo della recitazione. Una prova attoriale che, a causa di un pubblico ancora troppo acerbo ed impreparato ad un’opera tanto avanguardistica, rimarrà visibile soltanto a chi ha fatto parte di quel 17% di share.
Stanis la Rochelle è un personaggio immortale. Non può morire. Letteralmente…non lo dico io. E nemmeno perché lo dice lui stesso: “Stanis non è morto in quindici anni di film! D’accordo, eh? Io non sono morto ne Il pugnale di stoffa dove cadevo da un palazzo di dieci piani, d’accordo? Io non sono morto… Io non sono morto in Paura nel vigneto che prendevo quindici coltellate… Posso morire, per favore, posso morire nella clinica di Occhi del cuore 2?”
Stanis La Rochelle non può morire semplicemente perché piace a tutti, indistintamente. Solo, non per i motivi che crede lui.
L’attore romano Pietro Sermonti (praticamente l’attore dietro il personaggio dentro l’attore) ha dichiarato di aver accettato di interpretare il ruolo di Stanis La Rochelle, la prima volta, per disintossicarsi dall’altro ruolo a cui deve il successo, quello del dottor Guido Zanin nella serie televisiva Un medico in famiglia. Da quel momento in poi non è più riuscito a farne a meno. “Essere Stanis La Rochelle è una goduria totale, un orgasmo attoriale. La mia compagna, poverina, mi vedeva tornare a casa tutte le sere cercando di tranquillizzarmi, ma interpretare Stanis è come prendere l’LSD tutti i giorni! E se te lo prendi…non è che poi puoi spegnere l’interruttore. Stare per mesi in quello stato di delirio è stata una gioia assoluta”.
Alessandrocon2esse
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